Marchi

  • Acqua Minerale Val Menaggio Chiarella

    Acqua Minerale Val Menaggio Chiarella

    L'acqua oligominerale CHIARELLA sgorga proprio dal cuore delle montagne che circondano il lago di Como.
    E' qui, direttamente dalle rocce del monte Grona sopra Plesio, che proviene quel suo peculiare mix di minerali dalle storiche e comprovate proprietà salutari.
    Il monte Grona, perla rocciosa incastonata fra i monti lariani, è la fonte dei minerali pregiati che arricchiscono l'acqua Chiarella che presenta uno dei livelli di sodio più bassi in Europa ed un mix inconfondibile di minerali c.d. positivi come calcio, magnesio e potassio.

  • Acqua Minerale Vigezzo

    Acqua Minerale Vigezzo

    L’acqua Vigezzo nasce dal sottosuolo incontaminato con una composizione geologica ideale, caratterizzata da falde acquifere ricche e pure. La sorgente e lo stabilimento si trovano a Malesco (VB), nel cuore delle Alpi Lepontine, in un area protetta nel Parco Nazionale della Val Grande. L’acqua oligominerale, che sgorga dalla Fonte Alpia, a 780 mt sul livello del mare, ha un residuo fisso di 61,2 mg/l. Acqua dalle ottime proprietà organolettiche, favorisce la diuresi, particolarmente leggera è indicata nelle diete povere di sodio, per combattere l’ipertensione e la ritenzione idrica. Per il suo basso contenuto di nitrati, solamente 3,3 mg/l, è indicata per l’alimentazione dei neonati.

  • Acqua Panna

    Acqua Panna

    Acqua Panna è un marchio italiano di acqua minerale naturale che fa parte del gruppo Sanpellegrino. La sua fonte è collocata nel comune di Scarperia (ora Scarperia e San Piero), a 35 km da Firenze. Acqua Panna prende il nome dalla Villa Panna, antica riserva di caccia dei Medici, oggi immersa in una riserva naturale di 1 300 ettari e poco lontano dalle sorgenti; la villa è anche la sede storica degli stabilimenti dell'Acqua Panna.

  • Acqua Sant'Anna

    Acqua Sant'Anna

    Acqua Sant’Anna deve alla natura i suoi valori: dalle proprietà organolettiche dell’acqua delle sorgenti, all’habitat integro e libero da insediamenti umani. È filosofia aziendale Sant’Anna proteggere questo equilibrato ecosistema e, credendo in un futuro Bio, lavorare alla ricerca di innovazioni che rispettino sempre più l’ambiente di cui tutti facciamo parte.

  • Amaro Lucano

    Amaro Lucano

    Era il 1894 quando, nel retrobottega del suo biscottificio a Pisticci, il Cavaliere Pasquale Vena diede vita ad una miscela di erbe dal gusto delicato ma deciso e dalle inconfondibili note floreali e agrumate: l’Amaro Lucano! Passerà ancora qualche anno perchè il pregiato liquore possa superare i confini di Pisticci e della Lucania ma l’amaro poté lasciarsi conoscere e amare in tutta Italia, raggiungendo il salotto della Reale Casa Savoia, della quale la famiglia Vena diverrà fornitrice ufficiale. Con l’arrivo della Seconda Guerra Mondiale il periodo fortunato subì una battuta d’arresto che obbligò la produzione per la mancanza delle materie prime; nonostante tutto, il liquore continuò a farsi conoscere e, con la seconda metà degli anni ’50, grazie alla dedizione e passione di Giuseppe e Leonardo Vena, il laboratorio si trasformò in una vera e propria realtà industriale arrivando a produrre 3.000 bottiglie di Amaro in un anno. Gli anni ’80 e ’90 consolidarono il successo con un’ampia campagna di comunicazione, principalmente televisiva, attraverso la quale il marchio poté consolidare la sua notorietà sulla penisola: è proprio in questo periodo che nasce il claim che, ancora oggi, rende immortale Lucano nel mondo: ‘Cosa vuoi di più dalla vita? Un Lucano!’. La passione si è tramandata nel corso delle generazioni e oggi Pasquale Vena, nipote del fondatore, lavora con la stessa determinazione che, da sempre, caratterizza la famiglia

  • Antica Dispensa

    Antica Dispensa

    Il Piemonte, la Langa, Monforte d’Alba; nomi che al solo pronunciarli evocano emozioni, soprattutto agli amanti della natura e dell’enogastronomia di qualità.Una regione prodiga e sorprendente, ricca di storia e di memoria, terra di uomini riservati e orgogliosi, quanto ospitali e generosi. Paradiso per i palati più esigenti, da sempre territorio contadino di grandi e radicate tradizioni. Territorio che oggi è arrivato a vantare il riconoscimento internazionale per le sue proposte: ogni prodotto di queste zone è di eccellenza, protetto da disciplinari che ne tutelano la qualità, la genuinità e la costanza nel tempo. È in questa terra che Antica Dispensa è nata e cresciuta, e quindi non può che condividerne lo spirito e le inclinazioni.

  • Azienda Agricola dal Forno Romano

    Azienda Agricola dal Forno Romano

    Aveva 22 anni, quando Romano Dal Forno conobbe per la prima volta Giuseppe Quintarelli, colui il quale gli presentò un nuovo modo di coltivare la vite e di produrre vino, basato sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Da allora, investendo sul proprio territorio e superando le difficoltà iniziali che non furono poche, Romano è riuscito, grazie anche al prezioso contributo dei figli Marco, Luca e Michele, a far arrivare la sua azienda ai posti di prim’ordine nell’enologia internazionale. A partire dai primi anni ’80, ed esattamente dalla stagione 1983, vendemmia dopo vendemmia, Amarone della Valpolicella e Valpolicella DOC, etichettati “Dal Forno Romano”, si sono sempre puntualmente piazzati ai vertici dell’eccellenza. Una maniacale attenzione è rivolta a tutti i processi produttivi, tanto tra i filari quanto in cantina, partendo dall’impianto dei vigneti per arrivare alle tecniche di appassimento. In vigna, dopo anni e anni di sperimentazioni, oggi i metodi agronomici seguiti sono precisi e scrupolosi, come anche le tecniche di appassimento per la produzione dell’Amarone sono state messe appunto curando ogni minimo e più piccolo dettaglio. In cantina, sfruttando una struttura costruita durante l’ultimo decennio del secolo scorso, mai sono surclassate quelle che sono le più antiche tradizioni territoriali. È così che, nella Val d’Illasi, poco a est di Verona, vengono coltivati gli oltre dodici ettari vitati di proprietà, cui si aggiungono altri dodici ettari in affitto, dai quali prendono vita etichette che rappresentano ormai da anni l’eccellenza di un’intera regione, simboleggiando allo stesso tempo l’emblema della superba qualità che ogni grande produttore di vino dovrebbe puntare a raggiungere. Dal Valpolicella Superiore all’Amarone della Valpolicella, dal Vigna Seré fino ad arrivare al Monte Lodoletta, sono tutti vini, quelli targati “Romano Dal Forno”, che da tempo ormai tengono alta la bandiera del miglior “made in Italy” se si parla di vino. Etichette da favola.

  • Azienda Agricola INAMA

    Azienda Agricola INAMA

    La cantina Inama racchiude la storia e lo spirito di un uomo in anticipo sui tempi e dalle grandi intuizioni, i territori produttivi sono divisi in due zone produttive. I vigneti a bacca bianca garganega, sauvignon e chardonnay si trovano sui colli di Soave, su terreno vulcanico di tipo basaltico, con viti a pergola anche molto vecchie, che conferiscono l'eleganza hai vini. Invece quelli a bacca rossa di carmenère, merlot e cabernet sauvignon sono principalmente allevati a guyot, si trovano sui colli di Lonigo, San Germano e Villa di Ferro, tutti a conduzione biologica certificata. Uno Stile inconfondibile.

  • Azienda Agricola Paride Iaretti

    Azienda Agricola Paride Iaretti

    L'Azienda vinicola di Paride Iaretti si trova a Gattinara. Difficile fornire una data di nascita per questa cantina, in quanto la famiglia di Paride produceva uva da generazioni, con cui confezionava vino da tavola da vendersi sfuso, o che veniva conferita alla Cantina Sociale di Gattinara. Nel 1999 Pietro, padre di Paride, vigile urbano di professione e vignaiolo per passione, decide di cedere la vigna, ma questo fatto spinge il figlio Paride, diplomato cuoco alla scuola alberghiera di Varallo Sesia, a prendere una decisione che meditava da tempo: lasciare il suo lavoro in un supermercato per dedicarsi a tempo pieno alla viticoltura.Con i soldi della liquidazione Paride, come primo atto di questa sua nuova attività, compera un piccolo trattore: così inizia la storia del vignaiolo Paride Iaretti. Non senza grandi sforzi finanziari, la vecchia casa di famiglia viene completamente ristrutturata ed in essa, a circa 3 metri sotto terra, trova spazio la cantina nella quale, sono parole di Paride, "il vino riposa al fresco e al buio, senza rumori e scossoni". Nel frattempo la vigna si ingrandisce con nuove acquisizioni, fino ad arrivare agli attuali 4 ettari, 3 dei quali iscritti all'albo dei vigneti di Gattinara DOCG.

  • Azienda Agricola Persegona

    Azienda Agricola Persegona

    La filosofia dell' Azienda Agricola Persegona è riassumibile nella missione generale di perseguire l'obiettivo dell'eccellenza; risultato raggiunto sia attraverso la ricerca e la sperimentazione, sia attraverso la volontà di mantenere un vitale legame con la territorialità e con la tipicità. Dagli anni '70 del secolo scorso ad oggi abbiamo applicato una strategia di miglioramento continuo, raffinando le nostre competenze agronomiche e perfezionando le tecniche. È una volontà di crescita e di sviluppo, la nostra, sempre informata da un senso di responsabilità morale verso la terra e di attenzione per la salvaguardia del patrimonio che abbiamo ricevuto e che merita di essere non solo tutelato ma ancor più valorizzato. 

  • Azienda Agricola Raineri

    Azienda Agricola Raineri

    L’Azienda Agricola Raineri siamo noi: Gianmatteo Raineri (Jimmy), Fabrizio Giraudo e Luciano Racca, cresciuti tra i vigneti delle Langhe. L’azienda nasce nel 2005 con la produzione di poche bottiglie di Dolcetto nella zona del Dogliani. La passione per il buon vino e il rispetto della tradizione ci hanno portati a lavorare sodo per ottenere già nel 2006 anche Barbera, Nebbiolo e Barolo da vigneti in Monforte d’Alba. L’obiettivo è produrre vini genuini e classici avvalendoci dell’aiuto delle nostre famiglie e dei preziosi insegnamenti dei saggi produttori delle Langhe. La cantina, situata in frazione Panerole di Novello, è suddivisa in tre aree: la vinificazione con vasche in acciaio, l’invecchiamento con botti grandi e piccole di rovere francese, e lo stoccaggio bottiglie a temperatura controllata.
     La nostra filosofia è quella dei grandi Maestri vignaioli piemontesi: assoluto rispetto di ogni singola vite con lavori manuali in vigna, maniacale selezione del rovere utilizzato per l’affinamento, degustazioni costanti per imparare l’evoluzione del vino.
  • Azienda Agricola Tezza

    Azienda Agricola Tezza

    Dal 1998 l'azienda agricola Tezza è condotta dai cugini Federico, Flavio e Vanio. Figlia della tradizione della Valpantena e della Valpolicella, la famiglia Tezza produce vini da oltre tre generazioni. Fondata nel 1960, l’azienda agricola Tezza è oggi un esempio di filiera corta e applica un principio fondamentale: per garantire genuinità, trasparenza ed eccellenza, ogni singolo passaggio della vinificazione deve essere tracciabile. Dall’impianto della vite nei vigneti di proprietà della famiglia alla cura e alla produzione dell’uva, la vendemmia, la vinificazione e l’imbottigliamento: ogni passaggio del ciclo produttivo viene gestito all’interno della tenuta.

  • Beck's

    Beck's

    Beck's è un marchio  conosciuto in tutto il mondo e con una storia antichissima, che parte dall'estate del 1873 a Brema, in Germania, dalla collaborazione tra un mercante e un costruttore, guidati da un mastro birraio, Heinrich Beck. Riproducibile tutti gli anni e sempre fedele a se stessa, è prodotta secondo la legge Tedesca della Purezza, che prevede l'impiego di soli 4 elementi fondamentali: acqua, luppolo, lievito e orzo. L'azienda ha rappresentato e rappresenta tutt'ora una storica realtà nel panorama internazionale: furono i primi a imbottigliare in vetro verde, a utilizzare blocchi di ghiaccio per la conservazione nei magazzini, addirittura a lanciare sul mercato i fusti di acciaio inossidabile per i trasporti.

  • Bellavista

    Bellavista

    Parlando del Franciacorta non possiamo non parlare della cantina Bellavista, conosciuta nel mondo per la qualità delle sue bollicine. Una storia che ha radici lontane e parte dalla forza e dall’amore di questa terra attraverso l’impegno, la pazienza, la passione e l’entusiasmo, di un uomo che risponde al nome di Vittorio Moretti, il quale nel 1977 decise di investire nei terreni della collina Bellavista, ad Erbusco, in provincia di Brescia, con l'obiettivo di produrre spumanti che potessero rivaleggiare con quelli francesi. A questa iniziativa, seguì l'acquisto di molti altri appezzamenti un pò in tutto il territorio della denominazione, per trarre massimo beneficio dalla diversità biologica e climatica che sta alla base del grande successo della cantina. Nel 1978 si concentra sull'immagine dell'azienda brevettando una propria bottiglia dal design unico ed accattivante, che rispecchia lo stile moderno ed inconfondibile dei suoi spumanti. Sono passati quasi 40 anni e ad oggi Bellavista conta 190 ettari di vigne per una produzione annua di 1.550.000 bottiglie. Un brand divenuto simbolo di qualità e prestigio, di cui Francesca Moretti, figlia di Vittorio, mantiene le redini con la grande capacità di mantenersi fedele all'antica tradizione produttiva, con lo sguardo rivolto al futuro e all'innovazione. Rispetto per ogni vigna e per ogni vite: è da qui che parte il lavoro del team aziendale che, con cura e attenzione maniacale, opera singolarmente su ogni vigna di Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco, dalla vendemmia, dove le uve vengono separate a seconda dell’esposizione del vigneto, alle 1.600 pièces (piccole botti) per la fermentazione dei mosti, fino al giacimento prezioso dei vini riserva. Tiraggio, rémuage, sboccatura, tutto è svolto manualmente e sotto la preziosa guida di Mattia Vezzola, l'enologo che Vittorio ha fortemente voluto in Franciacorta, il quale ha saputo dare un’identità precisa alla cantina e ai suoi vini, fondendo i più autentici elementi che caratterizzano questa terra con la visione, la sensibilità e il gusto del suo fondatore. Le etichette che si fregiano del nome Bellavista, dal Brut al Satèn, dalla Riserva "Vittorio Moretti" all'imbattibile Alma Gran Cuvée, fino al fantastico Pas Operé, rappresentano ormai da anni un indiscusso punto di riferimento per la categoria e per tutti gli amanti delle bollicine di qualità, ognuna in grado di mostrare le eleganti e suggestive sfumature della Franciacorta.

  • Biondi Santi - Tenuta Greppo

    Biondi Santi - Tenuta Greppo

    Nessun’altra cantina in Italia è così intimamente legata alle origini, alla storia e a tutto il percorso della propria denominazione come Biondi Santi al Brunello di Montalcino. Un racconto che affonda le proprie radici nell’Ottocento, con le prime prove di vinificazione da parte di Clemente Santi, colui che dedicò gran parte della sua vita allo studio del sangiovese e che vide premiato il suo “vino rosso scelto” - di fatto Brunello - all’Esposizione Universale di Parigi del 1865.
    Un cammino che da allora non si è più fermato, e che ha consacrato la cantina come indiscussa leader di tutta la zona ilcinese, esempio di tradizione a cui tutti guardano ancora oggi con ammirazione. I vini che escono ogni anno dalla Tenuta Greppo sono, infatti, ancora oggi considerati come alcuni dei più grandi vini del mondo, modelli di eleganza e di longevità. Con piante che, in alcuni casi, superano anche gli ottanta anni d’età, la Tenuta Greppo può contare oggi su un’estensione vitata di venticinque ettari, in cui si incontrano solo ed esclusivamente piante di sangiovese grosso. Le rese per ettaro sono bassissime, e si attestano tra i 30 e i 50 quintali, per una produzione annua che raramente supera le 80mila bottiglie, comprese le 10mila bottiglie di Brunello di Montalcino Riserva, prodotte solamente nelle annate qualitativamente eccezionali. In cantina, arrivano solo le uve di prima scelta, provenienti da vigneti che hanno almeno dieci anni d’età per il Brunello d’annata, e da piante di oltre venticinque anni per la Riserva. Poi la lavorazione, che inizia con la diraspatura, seguita dalla pigiatura e dalla fermentazione, svolta in tini e vasche di cemento a temperatura controllata. Infine, dopo la fermentazione malolattica, inizia l’invecchiamento in grandi botti di rovere di Slavonia, e da ultimo l’imbottigliamento, che avviene non prima di quattro anni dalla vendemmia.
    Pochi passaggi, semplici, nel segno della più rigida ed essenziale delle tradizioni, per un Brunello, quello di Biondi Santi, che incontra il suo segreto nelle sue più antiche origini, nel corso dei secoli rinnovatesi di stagione in stagione, verso un prestigio e una fama internazionali che a oggi non conoscono limiti.

  • Birrificio Angelo Poretti

    Birrificio Angelo Poretti

    L'azienda viene fondata da Angelo Poretti, originario di Vedano Olona, ma con tanti anni passati tra Austria, Germania e Boemia, dove aveva iniziato a lavorare come manovale nelle ferrovie imperial-regie, riuscendo poi ad arricchirsi, divenendo l'appaltatore di alcune linee ferroviarie. Tornato in Italia in compagnia della moglie Franziska Peterzilka e del mastro birraio Emanuel Anger, nel 1876 acquista un'area industriale dismessa, in precedenza sede dell'Amideria del Dones e la trasforma in birrificio, facendo arrivare dall'estero i macchinari necessari. Dall'estero provengono anche le materie prime utilizzate, in special modo il luppolo; l'acqua utilizzata proviene invece dalla fonte chiamata fontana degli ammalati situata a pochi metri dal birrificio ed acquistata dallo stesso Poretti.

  • Birrificio Messina

    Birrificio Messina

    Il Birrificio Messina nasce nel 1923 ma nel 2007 si vede costretto a cessare la propria attività, lasciando senza speranze le famiglie degli operai che vi lavoravano; da qui la rinascita: 15 ex-dipendenti unisono i loro TFR e si fanno imprenditori producendo, nel 2016, la prima bottiglia della nuova birra di Massafra. Da quel momento, l’ascesa è stata interminabile e oggi l’azienda crea Cristalli Di Sale, una birra che si ispira al Barocco Siciliano e che richiama, nel packaging come al gusto, il mare e il cielo della meravigliosa isola!

  • Birrificio San Biagio

    Birrificio San Biagio

    All'interno dell'antico Monastero di san Biagio, immerso nel Parco del Monte Subasio, più di 15 anni fa, nasceva la prima birra d'ispirazione monastica, proprio nei luoghi di S.Francesco. Da una ricerca storca sulla vite dei monasteri, una bevande che ne rispecchia la natura mistica e produttiva, che, come un tempo, ancora oggi,, vuol esser nutrimento e ristoro. Dal Monastero di San Biagio, ancora oggi come una volta prendono vita prodotti unici come l'orzo che, trasformato in malto, contribuisce alla creazione della nostra birra artigianale. Saperi e sapori che nel tempo e nelle tradizioni antichissime affondano la loro memoria.

  • Black Forest Distillers

    Black Forest Distillers

    Black Forest Distillers è un nome conosciuto in tutto il mondo per essere la distilleria che produce quello che è considerato uno dei Gin più esclusivi degli ultimi tempi: il Monkey. La storia della nascita di questo particolarissimo distillato sembra essere legata a doppio filo con Montgomery Collins, comandante della Royal Air Force, figlio di un diplomatico inglese che, dopo la seconda guerra mondiale, venne trasferito a Berlino per occuparsi della ricostruzione della città devastata dal conflitto mondiale. Collins, uomo intelligente e di grande cultura, si dedicò particolarmente al riassetto dello zoo e si affezionò moltissimo ad una piccola scimmietta che egli stesso chiamò Max; i due amici si separarono nel 1951 quando Collins lasciò la Royal Air Force e si ritirò nell’estremo nord della Foresta Nera dove aprì un albergo che chiamò ‘La Scimmia Selvaggia’. Proprio in quel periodo, conscio del suo background britannico e complici le lunghe passeggiate nella Foresta Nera, Collins scovò 47 esclusivi ingredienti, tra i frutti di bosco e l’acqua di sorgente, oltre ad una serie di botaniche e scelse di provare a produrre il suo gin, dedicandolo a Max. Per molti anni la ricetta di questo distillato si pensava perduta ma fu ritrovata da Alexandre Stein e il mastro distillatore Christoph Keller durante la ristrutturazione dell’albergo di Collins; la ricetta era segretamente custodita in una scatola di legno insieme ad una bottiglia di gin Monkey

  • Bombay Sapphire

    Bombay Sapphire

    Sebbene il lancio effettivo avvenne ‘solo’ nel 1987, la storia del Gin Bombay Sapphire risale al 1760, subito dopo l’abrogazione delle leggi sul grano, quando un giovanissimo Thomas Dakin, poco più che ventenne, decise di costruire la sua distilleria a Warrington, nel nord-ovest dell’Inghilterra, luogo al centro delle rotte commerciali tra Liverpool e Londra. Ancora oggi, la ricetta di Dakin del 1761 viene seguita alla lettera per produrre Gin Bombay e, ogni anno, vengono selezionate le migliori botaniche in giro per il mondo: ginepro e orris dalla Toscana, bucce di limone e mandorle amare dalla Spagna, semi di coriandolo dal Marocco, radice di angelica dalla Germania, liquirizia dalla Cina, corteccia cassia dall’Indonesia, bacche cubebe da Java e, infine, grani del paradiso (semi provenienti dai fiori) dall’Africa Occidentale. La particolarità di Bombay sta nel fatto che le botaniche vengono infuse a vapore nell’alambicco Carterhead e non immerse nello spirito neutro, come comunemente si usa tra i London Dry: questo passaggio rende il distillato molto più malleabile per la mixology come dimostrano le innumerevoli ricette che lo vedono protagonista indiscusso

  • Bracca Acque Minerali

    Bracca Acque Minerali

    L'acqua Bracca Antica Fonte prende il nome dal centro abitato di Braca che si trova su un terrazzo costituito da roccia calcarea marnosa, con totale assenza di attività lavorative umane, il che garantisce la purezza del bacino imbrifero che alimenta le fonti. E' la permanenza in queste rocce che fornisce all'acqua le sue caratteristiche di acqua alcalino-litiosa capace di favorire l'eliminazione dell'acido urico i processi digestivi in generale. 

  • Braida di Giacomo Bologna

    Braida di Giacomo Bologna

    Nessun’altra cantina si identifica con un vitigno come Braida con la barbera. Il lavoro che Giacomo Bologna ha infatti portato avanti negli ultimi decenni non ha eguali, e ha aperto la strada a un’intera generazione di vignaioli che, dopo di lui, hanno iniziato a lavorare in modo convinto questa varietà precedentemente così poco apprezzata. Si può affermare che sia stato proprio Giacomo Bologna, con il “Bricco dell’Uccellone” e con altri vini che hanno fatto la storia dell’enologia italiana, a stravolgere quelle che erano le convinzioni più comuni sulla barbera. Studiando suoli ed esposizioni, aspettandone la completa maturazione, lavorandola al meglio in cantina, Giacomo Bologna è riuscito a dimostrare la qualità, la finezza e soprattutto la longevità che era possibile ottenere vinificando le uve di barbera.
    Oggi l’azienda rappresenta l’immagine fedele della filosofia di Giacomo, del suo modo d’intendere la vita, la terra, il vino e i rapporti con gli amici. I figli Raffaella e Giuseppe, entrambi enologi, costituiscono la terza generazione dei “Braida”, e sono uniti dal sogno e dall’entusiasmo di far proseguire alla Barbera quella conquista di nobiltà e qualità iniziata dal padre.
    Potendo contare su oltre sessanta ettari vitati, l’azienda vede i propri filari disposti principalmente nelle terre di Rocchetta Tanaro, ai quali negli anni si sono aggiunti gli appezzamenti di Castelnuovo Calcea, Costiglione d’Asti, Mango d’Alba e Trezzo Tinella. Uve coltivate e raccolte in territori altamente vocati alla viticoltura, sono lavorate in cantina con l’ausilio delle più moderne e ricercate tecnologie enologiche, impiegate sempre nel pieno rispetto delle più antiche tradizioni.

  • Ca' del Bosco

    Ca' del Bosco

    Ca’ del Bosco rappresenta indiscutibilmente un pilastro non solo del territorio della Franciacorta, ma di tutta la scena vitivinicola nazionale. Questa importantissima realtà produttiva nasce a metà degli anni ‘60, quando Annamaria Clementi Zanella acquista nel comune di Erbusco, nel cuore della zona, una piccola casa dall’omonimo nome, dotata di boschi e vigneti. Il percorso vitivinicolo dell’azienda è stato però avviato dal figlio di Annamaria, Maurizio Zanella, il quale ha saputo identificare ed esaltare le caratteristiche del territorio Franciacorta. Agli inizi degli anni ‘70, Maurizio diventa il precursore della valorizzazione di quelle zone, trasformando la piccola casa “ca’ del bosc” in una delle più moderne e produttive cantine d’Italia. Da allora ogni azione è dominata da un unico e fondamentale principio, che definisce l’essenza della cantina: la ricerca dell’eccellenza. Oggi Ca’ del Bosco si estende su oltre duecento ettari vitati tra vigneti di proprietà e in affitto, dove ogni vitigno coltivato – non bisogna dimenticarsi che la cantina, oltre a dedicarsi alle bollicine produce anche vini bianchi e rossi – viene curato nei più minimi dettagli. Le vigne, che oggi possono vantare in media quasi tutte più di quarant’anni d’età, in fase di vinificazione sono trattate separatamente, rispettando quindi le peculiarità di ogni singolo terroir. L’assemblamento delle diverse parcelle avviene infatti solo dopo che è terminata la fase di maturazione, così da avere ben chiara quale sia la massima espressione raggiunta da ciascun uva. Il territorio e le radici vengono prima di tutto, e proprio alla luce di questa intelligente filosofia tra i filari si utilizza un regime agronomico a basso impatto ambientale, con minime concimazioni solo di tipo organico. Ca’ del Bosco è oggi una realtà più che consolidata, che produce un’ampia gamma di etichette, tra Franciacorta – “Cuvée Prestige” e”Cuvée Annamaria Clementi” in primis – e vini sia rossi che bianchi – tra gli ultimi nati spicca il Curtefranca “Corte del Lupo” a base di chardonnay –, alcuni anche di impressionante longevità, perfettamente in grado di conquistare i palati più esigenti di tutta Italia.

  • Caccia al Piano

    Caccia al Piano

    Era la fine degli anni novanta quando la famosa azienda franciacortina “Guido Berlucchi” individuò, non lontano da Bolgheri, il luogo ideale per dare vita a una nuova realtà produttiva, ovvero a una cantina capace di dare alla luce grandi vini rossi di caratura internazionale. Nacque in questa maniera “Caccia al Piano”, una tenuta di venti ettari nel cuore del comune di Castagneto Carducci, uno dei luoghi più prestigiosi di tutta la Toscana vitivinicola. Si tratta di un lembo di terra in cui il clima è ideale per la coltivazione della vite: da una parte le continue brezze marine provenienti dalla costa tirrena, mentre dall’altra le vicine montagne che riparano le colline stesse dai venti più freddi, portando a vini distesi ed eleganti, rispettivamente a base di merlot e di cabernet sauvignon. Si chiamano “Ruit Hora” e “Levia Gravia”: un diretto omaggio a quel Giosuè Carducci (sono il titolo di una poesia e di una raccolta di poesie scritte dal poeta stesso) che proprio a Castagneto Carducci trascorse parte della sua vita. Al momento, tra i filari la conduzione è affidata all’agronomo Claudio Fiorentino Santini, che è colui che si occupa della gestione dei tre distinti appezzamenti vitati: l’omonimo “Caccia al Piano”, situato nei pressi della cantina, “Le Grottine”, che si incontra percorrendo la via Bolgherese, e il “San Biagio”, posto sulla collina di Castiglioncello. Su terreni particolarmente vocati, sono allevate e raccolte uve pregiate e schiette, cha all’arrivo in cantina incontrano la firma enologica di Francesco Ziliani. Alla fermentazione alcolica svolta in tini di acciaio, segue un periodo di riposo in barrique di rovere: da qui nascono le etichette di Caccia al Piano, che con una produzione annua di oltre 100mila bottiglie, ci regala vini di notevole struttura, caratterizzati da longevità ed equilibrio, e contraddistinti da una profonda identità territoriale. Etichette che rispecchiano fedelmente la migliore essenza delle terre bolgheresi.

  • Cantina Castelnuovo del Garda

    Cantina Castelnuovo del Garda

    Cantina Castelnuovo del Garda è una società di cooperativa fondata nel 1958 che associa oggi oltre 200 viticoltori. I vigneti ricoprono una vasta area collinare che si estende a sudest del lago di Garda e la produzione comprende le DOC Bardolino, Custoza, Lugana, Valpolicella, Soave e Garda.

  • Cantina di Canneto

    Cantina di Canneto

    Situata nel cuore dell’Oltrepo Pavese, zona ad alta vocazione vitivinicola, la Cantina di Canneto
    raccoglie dal 1961 le uve migliori di oltre 300 produttori associati, trasformandole con cura ed
    impegno in vini e spumanti di prestigio. Tradizione e tecnologia si fondono nel rispetto delle
    antiche tradizioni oltrepadane così che le cure assidue ai vigneti hanno una continuità ideale in
    cantina con l’impegno di moderne tecnologie. Il risultato è la nascita di prodotti classici
    dell’Oltrepo Pavese qualitativamente superiori.

  • Cantina Ferrari

    Cantina Ferrari

    Una cantina che non ha bisogno di presentazioni, il cui mito nasce grazie all’intuito di un uomo, Giulio Ferrari, e al sogno di creare in Trentino un vino capace di confrontarsi con i migliori Champagne francesi. Un vero e proprio pioniere, è lui infatti che per primo intuisce la straordinaria vocazione della sua terra, lui che per primo diffonde lo chardonnay in Italia. È così che comincia a produrre poche selezionatissime bottiglie con un culto ossessivo per la qualità. Vini che da subito entrano nel cuore degli appassionati più esigenti che mai, in Italia, avevano trovato spumanti così eleganti, fini, sorprendenti. Non avendo però figli Giulio Ferrari cerca un successore a cui affidare il suo sogno. Fra i tanti pretendenti sceglie Bruno Lunelli, titolare di una famosa enoteca di Trento. Grazie alla passione e al talento imprenditoriale, Bruno riesce in pochissimo tempo, siamo nella prima metà degli anni 50, a incrementare la produzione senza mai scendere a compromessi con la qualità, seguendo quella stessa linea tracciata dal fondatore. La tradizione continua, e Bruno Lunelli trasmette la passione ai suoi figli: sotto la guida di Franco, Gino e Mauro, Ferrari diventa leader in Italia e il brindisi italiano per eccellenza. In questi anni vedono la luce alcune delle etichette destinate a entrare nella storia: sono il Ferrari Rosé, il Ferrari Perlé e il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore. Oggi, a distanza di oltre cento anni, Ferrari è sinonimo stesso dei migliori spumanti italiani. Vini unici, veri e propri inni alla grandezza di una cantina senza eguali e di un territorio, quello di Trento, che ha dimostrato di poter offrire alcune delle migliori bollicine del mondo.

  • Cantina Offida

    Cantina Offida

    Cantina Offida è situata nel paese di Offida nelle Marche nel Centro-Italia ed è una realtà storica del territorio, nasce infatti negli anni ’70 e diviene subito sia per la qualità che per la quantità delle uve lavorate una azienda vinicola di importanza vitale per i vari vignaioli che conferiscono qui le loro uve. La cantina offida si basa su una logica agricola attraverso la quale le figure del vignaiolo, della cantina (intesa come trasformazione e commercializzazione) siano ben definite nei propri ruoli ma lavorino ad un progetto di lungo periodo e di logica di produzione di vini di qualità elevate. Cantina Offida lavora circa 60.000 quintali di uve all’anno dalle varietà autoctone di territorio; Passerina, Pecorino, Rosso Piceno, Rosso Piceno Superiore, Sangiovese a vitigni come il Syrah, Cabernet, Merlot, Chardonnay. Cantina Offida da subito ha avviato una serie di lavori di ristrutturazione sia delle strutture murarie che delle tecnologie per la vinificazione, l’affinamento e l’imbottigliamento molto consistenti con il preciso scopo di rendere questa azienda uno dei punti di riferimento della regione Marche.

  • Casa Vinicola Cellamare

    Casa Vinicola Cellamare

    La Casa Vincola Cellamare, fondata nel 1904, rappresenta una realtà famigliare e commerciale che, con la sua storia di 110 vendemmie, costituisce un punto di riferimento per grossisti distributori, ristorazione e negozi specializzati. Imbottigliamento, distribuzione e commercio di Vini I.G.P. e D.O.P. selezionati nelle zone di produzione più significative costituiscono l'ambito dell'attività. Con i marchi Cod'Oro, Vigne del sole, gli Intenditori e Cellamare, La Casa Vinicola Cellamare imbottiglia e commercializza le tipologie più richieste tra i vini italiani dal Veneto alla Sicilia.

  • Cascina Belvedere

    Cascina Belvedere

    Era il 1878 quando Eusebio Picco, già figlio di risicoltori, e sua moglie Marianna si trasferiscono da Asigliano Vercellese a San Genuario. La Pianura Padana Vercellese, ricca di acqua, era perfetta per tramandare ai figli il rispetto per la terra e l’arte della coltivazione del riso. Così nel 1925 la famiglia Picco si trasferisce a Bianzè,  dove conduce a riso la Cascina Torrone. Nel 1935 Benedetto Picco, il quinto degli undici figli, prende in gestione la Cascina Belvedere e, come avviene da generazioni, anche lui trasmette tutta la sua arte e passione al primogenito Eusebio. Inizia così un nuovo capitolo della storia della famiglia Picco,  che non si sposterà più dalla Cascina Belvedere di Bianzé. Nasce così la marca Cascina Belvedere, sinonimo di qualità e genuinità in armonia con la natura. Da allora Cascina Belvedere usa un metodo di coltivazione che rispetta la terra, gli animali, l’aria e l’acqua. Questa attenzione per l’ambiente è uguagliata solo dalla preoccupazione per la ricerca della qualità del prodotto, con l’intento di offrire prodotti genuini ma soprattutto gustosi.

  • Ceres

    Ceres

    Qui si fondono storia e leggenda: pare infatti che Cerere fosse la Dea del raccolto e che, durante una relazione amorosa con Thor, gli avesse rivelato il segreto per produrre un nettare con il quale delizare gli altri Dei durante le feste. Nicoline iniziò creare il suo primo birrificio nel 1865. Da quel momento iniziò la storia, che ancora oggi prosegue in tutto il mondo, un mito dal carattere inconfondibile, sinonimo di qualità e gusto.

  • Coca Cola

    Coca Cola

    Coca Cola Italia

    Brand: Coca Cola - Fanta - Sprite - Acqua Lilia - Fuzetea - Kinley - Amita - Powerade

  • Diplomático

    Diplomático

    La storia del Rum Diplomático inizia in Venezuela sul finire degli anni ’50, nel 1959 per la precisione, anno in cui venne fondata la distilleria. Ai tempi, la “Licorerías Unidas S. A.” (LUSA) era la società proprietaria della distilleria, mentre l'azionista principale dell’impresa era la “Seagram's International”, all’epoca una delle più grandi realtà vitivinicole del mondo.
    Nel 2002 la LUSA, compresa quindi la distilleria stessa nonché il brand del Rum Diplomático, è stata messa in vendita e acquisita da un gruppo di imprenditori venezuelani, per la maggior parte già ampiamente esperti nel settore degli alcolici. Credendo nel potenziale della società, i nuovi amministratori imprimono un cambio di rotta all’azienda, che diventerà la “Destilerías Unidas S. A.” (DUSA), a oggi una delle distillerie di Rum più grandi e più importanti di tutto il Venezuela.
    Distribuito in oltre cinquanta diversi paesi in tutto il mondo, il Rum Diplomático è leader nel mercato venezuelano, dove è riconosciuto addirittura con la denominazione di origine protetta. Nati da attenti processi produttivi che mai prescindono dai massimi livelli qualitativi possibili, i Rum Diplomático nascono da un’accurata selezione delle materie prime, e dopo la distillazione vengono miscelati dai più abili ed esperti maestri ronero. Con quasi settecento dipendenti attivi in azienda, la DUSA è attualmente un’importante realtà, impegnata nel portare avanti strategie sostenibili, che prevedono il riciclo dei rifiuti solidi e il massimo rispetto dell’ambiente e dell’ecosistema.
    Situata ai piedi delle Ande venezuelane, la distilleria si trova in prossimità dei principali stabilimenti che lavorano la canna da zucchero, e potendo contare sulle più moderne e avanzate tecnologie, arriva a proporre una gamma di etichette frutto di esperienze, know-how e savoir-faire secolari.
    Rum, quelli targati Diplomático, che si distinguono in blend completamente differenti tra loro, caratterizzati dalla materia prima alla fermentazione, fino poi alla distillazione e all’invecchiamento. Rum inimitabili.

  • Distilleria Brockmans

    Distilleria Brockmans

    Il Gin firmato dalla distilleria Brockmans è un distillato che unisce le note più classiche di ginepro con le sensazioni agrumate fresche e con continui effluvi aromatici più fruttati al naso. Nasce così un Gin perfetto per essere degustato sia liscio, accompagnato da qualche cubetto di ghiaccio, sia miscelato con una classica tonica o con un ginger ale. Un’etichetta che testimonia l’ottimo cammino svolto da Brockmans, realtà che nasce poco più di 10 anni fa nel Surrey inglese e che sta scalando, grazie alla propria originalità, le classifiche degli appassionati di Gin sparsi in giro per il mondo.

  • Distilleria Matusalem & Co

    Distilleria Matusalem & Co

    Matusalem & Co. è il nome di una grande società di distillazione e produzione di rum con sede nella Repubblica Dominicana. È attiva dal 1872 e, nella sua lunga storia, ha avuto il merito di avere contribuito a nobilitare il celebre distillato caraibico in tutto il mondo, soprattutto grazie a lunghi invecchiamenti in legno. Da bevanda rozza tradizionale, consumata dalle popolazioni locali, oggi il rum è considerato un distillato elegante e raffinato, ricco di storia e di fascino. La distilleria Matusalem venne fondata a Cuba da due fratelli spagnoli assieme ad un amico distillatore. Per gli invecchiamenti venne sin da subito adottato il Metodo Solera, importato dalla Spagna e oggi diffusissimo nel Caraibi, con lo scopo di produrre distillati molto invecchiati. Il riferimento a Matusalemme, personaggio biblico vissuto per 969 anni, compariva in ogni etichetta per sottolineare e valorizzare il lungo invecchiamento. Questa intuizione si rivelò vincente e, nel 1881, la distilleria ottenne il primo di una lunga seria di riconoscimenti internazionali. Durante la rivoluzione cubana la società visse un periodo turbolento e travagliato, tanto da essere costretta a trasferirsi nella vicina Repubblica Dominicana, dove ha sede ancora oggi. I rum firmati Matusalem & Company sono famosi e richiesti in tutto il mondo. La produzione di canna da zucchero nella Repubblica Dominiciana permette la produzione di una melassa intensa e di alta qualità ma sono soprattutto gli invecchiamenti con Metodo Solera che contribuiscono in maniera determinante a definire lo stile inconfondibile della distilleria: 10 anni per il “Clasico” e 15 per il “Gran Reserva”, per citare solo i più celebri e diffusi. Il profilo organolettico è sempre contrassegnato da note dolci, avvolgenti e mai eccessive: sentori di caramello, burro, frutta secca e tostata che lasciano il sorso elegante e asciutto. Questo impeccabile equilibrio ha contribuito all’attribuzione e diffusione del soprannome di “Cognac del Rum” per designare le diverse edizioni di Gran Reserva. Si tratta di etichette molto valide, apprezzate sia dai bevitori occasionali che da cultori e appassionati.

  • Domus Vini

    Domus Vini

    La produzione Domus Vini è frutto di attenti e continui controlli, grazie ad un team di esperti Enologi e al personale altamente qualificato. Solo le migliori uve vengono selezionate per produrre i vini tipici del Veneto e i migliori vini d’Italia, puntando sulla qualità per portare al consumatore prodotti genuini. In questi anni a confermare la qualità dei nostri prodotti sono i più importanti concorsi Internazionali che premiano i vini della nostra gamma con prestigiosi riconoscimenti.

  • Don Papa

    Don Papa

    Don Papa è il rum prodotto, a partire dal 2011, nella provincia del Negros Occidental, nell’isola di Negros, che rappresenta da sempre la riserva di zucchero di tutte le Filippine. Grazie alla perfetta combinazione di clima, coordinate geografiche e fertilità del terreno vulcanico, sull’sola di Negros si coltiva una canna da zucchero di primissima qualità, tra le migliori al mondo; da queste si è cominciato allora a produrre un rum ricco e morbido, presto entrato a far parte della hit parade dei grandi rum. Questo grande rum filippino è dedicato al personaggio storico di Don Papa, eroe nazionale. Il suo vero nome era Dionisio Magbuelas e, da fattore in una piantagione di zucchero, divenne il leader di un gruppo di ribelli, assumendo un ruolo di primo piano nella lotta per l’indipendenza dal dominio spagnolo alla fine del XIX secolo. Il rum Don Papa incarna lo spirito ribelle e rivoluzionario del suo ispiratore, assieme a un profondo senso di giustizia e di coerenza. Si tratta di un distillato che sta rivoluzionando l’esperienza di bere rum, ponendosi al livello altissimo dei più grandi rum caraibici.

  • Ferrarelle

    Ferrarelle

    Boario: L’acqua minerale Boario deve la sua unicità alla sua composizione tipica, caratterizzata da un importante contenuto di calcio, magnesio e solfati. Grazie a queste virtù, quest’acqua viene impiegata per le cure idropiniche delle Terme di Boario fin dal XVIII secolo. Le sue fonti la prelevano a circa 200 metri di profondità in Valcamonica, area delle celebri terme che le danno il nome.

    Ferrarelle : Nata da un processo naturale lungo 30 anni, l’acqua Ferrarelle è una grande alleata dell’organismo grazie alla sua particolare composizione di minerali. La sua effervescenza naturale fa risaltare i gusti di ogni pasto. Ferrarelle è l’unica Effervescente Naturale di Qualità Garantita da certificazione SGS: viene sottoposta infatti a oltre 615 controlli quotidiani.

  • Fonti Pineta

    Fonti Pineta

    Le acque oligominerali delle Fonti Pineta sgorgano incontaminate in uno dei luoghi più belli delle Prealpi Lombarde, dove nulla turba la naturalità delle sorgenti. Un’oasi verde caratterizzata da un ambiente rigorosamente montano e senza attività industriali. La purezza delle acque è il risultato della perfetta tutela dell’ecosistema.

  • Forno Roccolano

    Forno Roccolano

    Il Forno Roccolano Di Peluso Antonio è un'azienda a conduzione familiare molisana, la sua produzione è tipica della zona con i suoi prodotti da forno.

  • G&J Distillery

    G&J Distillery

    L’azienda G&J vanta 250 anni di storia nel campo della distillazione. Fondata nel lontano 1761 da Sir Thomas Dakin ha sede a Warrington nella contea di Cheshire, Nord Ovest dell’Inghilterra. Può fregiarsi del titolo di distilleria di Gin ad alambicco continuo più antica del mondo. La continua ricerca di “botanicals” particolari e dalla qualità sempre eccellente ha portato questa modesta azienda di Warrington a dominare nel corso degli anni il mercato inglese dei distillati. Nel 1870 l’azienda incorpora il vicino birrificio di St.Helens nel Lancashire, fondato da Thomas Greenall nel lontano 1762. La morte di Dakin e la necessità di tramandare una ricetta segreta e dal potenziale enorme spingono i fratelli Greenall, Gilbert e John a dedicarsi a tempo pieno alla produzione di distillati sotto il nome della G&J Grenall. È il 1894 e l’antica ricetta del 1761 di Sir Thomas Dakin prende una nuova strada verso il successo.
    È storia recente l’incendio che ha devastato la distilleria nel 2005, con molti archivi e ricettari delle dinastie Dakin e Grennall distrutti per sempre. Nonstante questo l’azienda oggi rappresenta il punto di riferimento per distillati di alta qualità made in UK. Nell’attuale linea aziendale troviamo il Greenall’s Gin ottenuto da botanicals che riprendono fedelmente la ricetta originale di Sir Dakin del 1761, il Porter’s Gin lanciato nel 2016 da Ben Iravani, Josh Rennie e Alex Lawrende; un infuso di angelica, ginepro, mandorla ed altre spezie esotiche. Il Bulldog Gin vera innovazione a base di 12 botanicals tra cui scorza di limone, mandorla, lavanda, liquirizia mandorla ed ovviamente ginepro. Un Gin alla moda e di tendenza, ottimo come base per long drink di sicuro effetto.

  • GAJA

    GAJA

    Cantina che non ha bisogno di presentazioni, tale è la sua storia e la sua fama, quella di Angelo Gaja è una griffe che ormai da decenni rappresenta il meglio non solo dei vini piemontesi, ma di tutto il Made in Italy se si parla di vino.
    Angelo, insieme al costante supporto della moglie Lucia e dei figli Gaia, Rossana e Giovanni, è riuscito ad affermare l’azienda vinicola Gaja in tutto il mondo, grazie a un impegno e a una visione che hanno letteralmente plasmato non solo i vini Barbaresco e Nebbiolo, ma tutto il mercato enologico degli ultimi decenni. Nella cantina Gaja, situata nel centro storico del paese di Barbaresco, nascono vini che sono diventati di culto per ogni appassionato.
    Vini rossi e bianchi che dimostrano una classe sopraffina e una longevità unica. Vini che sanno coniugare tradizione e modernità come probabilmente nessun altro, e che al calice svelano tutta quella che è la loro naturale eleganza.
    Con più di 92 ettari vitati di proprietà gestiti nel pieno rispetto della natura e dell’ecosistema, l’azienda ha una produzione media di circa 350mila bottiglie all’anno, non solo rossi dalla forte personalità, ma anche vini bianchi d’eccellenza. Grazie a una gestione familiare e coesa dell’azienda - tutta la famiglia, infatti, è coinvolta nella filiera - i vini Gaja sono diventati un vero mito: basti pensare che il Barbaresco Gaja del 1985 è stato definito da Wine Spectator come il miglior vino mai prodotto in Italia.

  • Gianfranco Fino

    Gianfranco Fino

    Caso più unico che raro: nessun altro vino italiano è riuscito a mettere tutti d’accordo quanto il celebratissimo “Es” di Gianfranco Fino, costantemente premiato da tutte le guide del settore. Un Primitivo di Manduria capace di affermarsi nella strettissima cerchia dei più grandi vini italiani in pochissimi anni. L’avventura di Gianfranco inizia infatti solo nel 2004, con l’acquisto di un vecchio vigneto ad alberello di soli due ettari, poi portati a diciotto. “Un luogo speciale” - come ama definirlo lo stesso Gianfranco Fino - fatto di viti comprese tra i cinquanta e i novant’anni di età. La filosofia alla base del lavoro di Gianfranco e di sua moglie Simona è chiara e apparentemente molto semplice: una cura maniacale della vigna, rese bassissime, pochi interventi in cantina, unicamente mirati a valorizzare la naturale pulizia espressiva del primitivo. Oltre questo, anche la mission aziendale è stata, sin dal principio, chiara e apparentemente semplice, volta a produrre vini caratterizzati da una marcata identità territoriale, partendo da quelle vecchie vigne che, dai cinquant’anni d’età arrivano oggi, per l’appunto, anche a sfiorare il secolo di vita. Ecco allora nascere una sorta di alchimia perfetta, che ha portato a un successo così immediato e così importante da far guardare con occhi nuovi non solo alla zona di Manduria, ma a tutta la viticoltura pugliese. Una regione che ha trovato in Gianfranco Fino il suo più prestigioso interprete. Grazie alla fama che l’azienda si è conquistata nel giro di pochissimo tempo - basti per esempio pensare che “Es” 2008 è stato scelto per essere servito durante il G8 dei Capi di Stato, che si è tenuto all’Aquila, ed è stato inoltre selezionato, accostato ai formaggi, per allietare il banchetto privato della Regina Margherita II di Danimarca, in occasione dei suoi 70 anni - la cantina è oggi meta continua di visite da parte di turisti enologici, e prosegue sulla strada della massima eccellenza, regalando nomi ormai noti al panorama vitivinicolo, quali “Jo”, “Es più sole” e “Simona Natale”. Vini magici.

  • Gin Mare Mediterranean Gin

    Gin Mare Mediterranean Gin

    Marc e Manuel Giro rappresentano la terza generazione familiare attiva nella produzione di Gin. I due, grazie alla collaborazione che si è instaurata con la Global Premium Brands, producono attualmente il Gin Mare, che dalla Spagna viene distribuito in tutto il mondo. 
    Ottenuto per mezzo di un processo di distillazione discontinuo, svolto in un alambicco fiorentino da 250 litri, il Gin Mare nasce lasciando macerare ben otto diversi componenti botanici, che rimangono in infusione nello spirito dalle 24 alle 48 ore. Successivamente, è il mastro distillatore che provvede a miscelare i distillati così aromatizzati, arrivando a proporre un Gin dalle caratteristiche organolettiche uniche e insolite, particolarmente adatto per la preparazione di originali cocktail e gustosi long drink. La selezione dei componenti botanici è attenta ed accurata, per cui ogni elemento proviene da paesi diversi: nel dettaglio, il basilico è rigorosamente italiano, il timo proviene direttamente dalla Grecia, il rosmarino sventola la bandiera turca, mentre gli agrumi e le olive sono spagnole. A tutto ciò si aggiungono i classici elementi del Gin, quali ginepro, coriandolo e cardamomo, che insieme alle preziose sfumature mediterranee, sembrano quasi condurre la mente direttamente lungo le coste di quella che è da sempre considerata la culla della civiltà occidentale. 

  • Girvan Distillery

    Girvan Distillery

    La Girvan Distillery è una rinomata distilleria di gin e whisky situata nell’Ayrshire Meridionale delle Lowlands scozzesi. La sua fondazione risale al 1963 grazie al genio visionario di Charles Gordon, pronipote di William Grant, che, con la Girvan, realizzò la più moderna e avanzata distilleria del mondo per quel tempo.

    Il primo alambicco usato, soprannominato ‘No. 1 Apps’, è ancora oggi in funzione, insieme ad altri quattro alambicchi, tra cui il più moderno, aggiunto solo nel 1992, in grado di distillare sottovuoto e a diverse pressioni, quindi a basse temperature. Questo sistema, chiamato MPS (Multi Pressure System) permette di produrre, senza bruciature e tostature, un distillato morbido, puro e fruttato, pulito e privo di note caramellate (dovute alle alte temperature e a un mancato controllo durante il processo). La successiva maturazione, per i whisky, avviene in botti di rovere bianco americano: qui il distillato si affina e si arricchisce di aromi che richiamano gli agrumi, la vaniglia, la frutta cotta autunnale e la pera, senza caricarsi di eccessivi sentori legnosi.

    Alla produzione di whisky, la Girvan ha affiancato, a partire dal 1999, la produzione dell’Hendrick’s Gin, uno dei distillati più originali e apprezzati degli ultimi anni. La particolarità di questo affascinante gin, oltre a quella di essere nato in una distilleria scozzese, consiste nell’infusione a freddo di petali di rosa e cetriolo. Un procedimento unico e innovativo che arricchisce questo gin dalla ricetta segreta di aromi straordinari e imperdibili.

  • Havana Club

    Havana Club

    Havana Club è uno dei marchi più famosi del mondo dei distillati, da sempre legato alla storia del Rum. La tradizione di Cuba nel campo del Rum ha, infatti, origini antichissime. La coltivazione della canna da zucchero è cominciata sull’isola caraibica dopo la colonizzazione da parte di Cristoforo Colombo e si è sviluppata subito molto bene grazie al clima favorevole e alle terre fertili.  Già verso la metà dell’Ottocento, Cuba produceva un terzo dello zucchero del mondo. Lo sviluppo della coltivazione della canna da zucchero è stato il presupposto per avere a disposizione un’ottima materia prima, succo di canna o melassa, per cominciare a realizzare distillati. Tuttavia la Spagna proibiva ai coloni la distillazione per preservare il Monopolio della madrepatria. Solo verso la metà del XIX secolo, nel periodo della lotta per l’indipendenza cubana, cominciò a svilupparsi l’industria del Rum, che presto si affermò come una delle più importanti dell’isola. Lo sviluppo della produzione del Rum a Cuba e di Havana Club, coincide con la diffusione dei più moderni alambicchi in rame, che permettevano di realizzare Rum dal profilo più elegante e fine, più leggero e fresco. Il nuovo volto del Rum, rende il distillato anche più adatto alla moda della mixologia. Da quel momento, e ancora oggi, il Rum è un elemento indispensabile per la creazione di cocktail: Daiquiri, Mojito, Cuba Libre. In particolare le etichette Havana Club 3 Anos e Havana Club Especial sono le più indicate per realizzare straordinari cocktail dal gusto caraibico. I Rum Havana Club rappresentano l’eccellenza dell’isola di Cuba. Sono prodotti con canna da zucchero di alta qualità, lavorata da esperti raccoglitori secondo le più antiche pratiche artigianali. L’antica arte della distillazione, si svolge ancora oggi sotto lo sguardo competente dei Maestros Roneros, che garantiscono un processo lento e accurato. I Rum Havana Club nascono da un rispetto assoluto dei tempi necessari per una perfetta maturazione dei distillati. Per gli amanti dei Rum di alta gamma Havana Club realizza vere bottiglie da grandi intenditori.

  • Kurtatsch - Cortaccia

    Kurtatsch - Cortaccia

    La Cantina Cortaccia, o Kellerei Kurtatsch, si trova in Alto Adige, a Cortaccia sulla Strada del Vino, in un territorio in cui il lavoro in vigna viene svolto ancora a mano. Qui i metodi di vinificazione moderni hanno già una lunga tradizione e sono fondamentali nella produzione di vini di pregio, che nascono attraverso una rigida selezione delle uve, una tecnica cantiniera pulita e l'impiego di strumenti sempre adeguati.

  • La Ronchi Vino

    La Ronchi Vino

    Sulle verdi colline di Boca, nasce le cantine Laronchi Vini s.r.l., frutto dell’intraprendenza dei fratelli Fornara, produttori di vini locali e conoscitori dei segreti dell’uva. I mille colori e sapori delle uve italiane vengono “catturati” in vigneti DOC, DOGC e IGT e vengono vinificate nelle zone di produzione. Qui trovano i fattori ottimali per un corretto passaggio uva-mosto-vino e solo successivamente affluiscono nella sede di Boca dove vengono degustati, analizzati e stabilizzati allo scopo di esaltare le loro migliori qualità.

  • La Vigna di Sarah

    La Vigna di Sarah

    La Vigna di Sarah nasce nel 2010 e prende il nome proprio da me: nonostante sia italiana al 100%, infatti, ho l’h nel mio nome, grazie al papà! La mia personale passione per il vino, e ancor di più per tutto ciò che sta dietro ad una bottiglia di vino, risale, però, a molto molto prima: all’amore fin da piccola per la natura, le montagne e lo stare all’aria aperta. Per questo motivo, dopo aver studiato a Milano Economia Aziendale e a Notthingham, in Inghilterra, aver frequentato il master, ho scelto di tornare sulle mie colline, che poi sono le famose colline del Conegliano Valdobbiadene. Ho deciso così di dedicarmi ai vigneti e alla produzione di vino, prosecco, realizzato esclusivamente con le nostre uve, seguendo tutta l’evoluzione di ogni singolo grappolo. La Vigna di Sarah, è espressione dei suoi territori di produzione: il prosecco prende il nome delle colline di Rive di Cozzuolo; il Colle 170 Slm dalla collina di Carpesica; Borgo Luna rimanda al borgo Col di Luna, in cui sorge il mio agriturismo. Grappoli di Luna, invece, è il mio prodotto innovativo, l’unico prosecco vendemmiato di notte. Di notte perché la temperatura è più bassa rispetto al giorno e negli ultimi anni il glera, il vitigno da cui viene prodotto il prosecco, viene vendemmiato pure a fine di agosto, quando le temperature sono ancora molto alte, rischiando la fermentazione precoce. La motivazione principale, però, è la volontà di studiare gli effetti della luna sul prodotto finito, poiché la luna ha degli effetti sul uomo, sulle maree, sulla potatura e perché no sulla vendemmia?! Nel 2014 nasce, inoltre, l'agriturismo La Vigna di Sarah, sul cocuzzolo della collina Col de Luna: un luogo davvero magico, dove gli ospiti possono scoprire il nostro territorio, camminare lungo i vigneti e dormire in mezzo ai filari nelle Lunotte. Le Lunotte, esclusiva dell’agriturismo La vigna di Sarah, sono delle botti in legno e arredate completamente in legno, complete di tutto, bagno e doccia compresi. L'ultima grande novità della mia azienda è la decisione di convertire tutti e 16 gli ettari al biologico. Personalmente sono convinta sia l’unica strada percorribile per la sostenibilità del territorio, per la nostra salute e per la qualità del prodotto finito. Voglio che i miei figli possano correre e giocare tra i filari. ”

  • Lauretana

    Lauretana

    La sorgente venne scoperta oltre mezzo secolo fa da Teresio Rossello mentre camminava in montagna. Si trovava in una località di nome Caruzza, nel comune di Graglia a 1050 metri di altitudine. Un luogo incontaminato, lontano da insediamenti industriali e civili. “Assetato” si rinfrescò ad una fonte e la sensazione che provò fu di un’appagante leggerezza.
    Teresio Rossello portò un campione dell’acqua ad analizzare: “Quest’acqua è semplicemente eccezionale”, fu la risposta. Seguirono esami più approfonditi all’Istituto di Chimica dell’Università di Torino. Il risultato confermò quanto precedentemente affermato.
    Il primo stabilimento fu costruito a circa 850 metri di altitudine nei pressi della fonte, dalla quale l’acqua veniva convogliata direttamente per caduta spontanea attraverso tubazioni in acciaio inox. L’attività di imbottigliamento iniziò nel 1965 e l’acqua commercializzata fu denominata Lauretana.
    Con Antonio Pola, amministratore delegato, a fianco del presidente della società Giovanni Vietti, l'«oro blu» del Biellese è riuscito a sedurre il mondo intero: Europa, Stati Uniti, Australia, Cina, Giappone, Russia, dove Lauretana - al naturale, frizzante oppure leggermente frizzante - si può trovare nei migliori ristoranti. Un bene semplice, ma di grande valore, con un gusto inalterato e inalterabile, pura e incontaminata come sgorga dalla sorgente.

  • Le Tenuta Cisa Asinari dei Marchesi di Gréy

    Le Tenuta Cisa Asinari dei Marchesi di Gréy

    Le Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy sono parte della storia vitivinicola piemontese e le sue radici affondano alla fine del XVIII secolo quando il marchese di Abbateona donò Martinenga alla famiglia Grésy.
    Il matrimonio di Carlo di Grésy con Giulia Pellizzari, avvenuto nel 1899, portò in dote i terreni posti nella zona del Monferrato e cioè La Serra e Monte Colombo e fu proprio Carlo di Grésy che fece costruire Villa Giulia presso il colle di Monte Aribaldo. Esiste però traccia di una prima acquisizione nel 1650 di terreni nei pressi di Treiso da parte dei Marchesi di Grésy. Riguardo i Marchesy di Gresy si parla di tenute perché in realtà si tratta di 4 tenute distinte anche se la principale resta quella nello splendido anfiteatro vitato di Martinenga, nel cuore della denominazione Barbaresco. Le altre sono quelle di Monte Aribaldo, a Treiso, di La Serra, a Cassine, e di Monte Colombo, sempre adiacente a La Serra. Fu Alberto di Grésy, nel 1973, a fondare la cantina Marchesi di Grésy per produrre in proprio vino a partire dalle uve della Tenuta Cisa Asinari, già proprietà di famiglia e che precedentemente venivano vendute. L'amore per questa terra lo portò a trasferirsi in pianta stabile a Martinenga in modo da poter concentrare i propri sforzi e la propria passione in questo splendido angolo di Barbaresco. L’estensione vitata è oggi di circa 45 ettari di vigneti distribuiti nelle diverse tenute delle Langhe e del Monferrato. La sostenibilità è oggi un punto importante per la tenuta Marchesi di Grésy, con un occhio particolare sia al risparmio energetico che alla riduzione dell’impatto ambientale e per questo motivo la barriccaia è stata completamente interrata ottenendo, insieme ad una riduzione del consumo del suolo, anche condizioni ideali di isolamento per ottenere sempre le condizioni ottimali per l’affinamento.

  • Levissima

    Levissima

    L’acqua minerale Levissima nasce nel cuore delle Alpi Centrali, in un’area protetta e incontaminata ai margini occidentali del Parco Naturale dello Stelvio, nel territorio valtellinese dell’antica contea di Bormio.

  • Lurisia Acqua Minerali

    Lurisia Acqua Minerali

    La leggenda racconta che la scoperta dell’acqua la fece, involontariamente, uno delle decine di minatori che, nei primi anni del secolo scorso, lavoravano nella zona di Nivolano (oggi Lurisia). Nel 1940 sorse il primo Stabilimento Termale di Lurisia. Si metteva così a disposizione di tutti la possibilità di utilizzare a scopo medicamentoso questa mirabile acqua ma somministrandola con metodo e pratiche scientifiche che ancor più ne amplificavano i benefici. Lurisia divenne, così, un centro di importante ricerca idrotermale ma anche delizioso luogo di vacanza e di benessere, meta prediletta di migliaia di persone tra cui grandi ed importanti personaggi dell’epoca. Solo successivamente, con decreto del Ministero della Sanità, ne fu permesso l’imbottigliamento e la vendita riuscendo, così, a portare le qualità salutari della Fonte Santa Barbara di Lurisia sulle, anzi, “tra” le labbra di tutti.

  • Maison Guy Thibaut

    Maison Guy Thibaut

    Christophe Thibaut oggi conduce l’azienda fondata nel 1955 da Guy Thibaut e siamo alla terza generazione. I vigneti di proprietà si estendono su due ettari, essenzialmente a pinot nero che si trovano, suddivisi in ben 24 parcelle, nel villaggio di Verzenay classificato Grand Cru. Tutti i Chamapgne dell'azienda vengono fatti affinare per 6 mesi in acciaio e/o botte. Quelli di Thibaud sono Champagne da intenditori vinificati nel rispetto della tradizione e di grande temperamento.

  • Maison Royer Père et Fils

    Maison Royer Père et Fils

    Frutto della natura e del rispetto della tradizione, lo Champagne Royer Père et Fils è un invito al viaggio e al piacere. Le nostre cuvée, prodotte con la massima cura, vi faranno scoprire l'alleanza tra il nostro know-how e l'eleganza dei nostri grandi spumanti. Orgoglioso della sua eredità, Royer Père et Fils offre uno champagne d'eccellenza per tutti i gusti. Situati nel cuore della costa di Bar, gli champagne Royer, Père et Fils beneficiano di tutte le ricchezze della regione: il terreno calcareo, il caratteristico rilievo dello Champagne e il suo sole sono tutti elementi del nostro terroir che danno Champagne Royer Père et Fils il suo gusto unico. Dall'eleganza della Cuvée Blanc de Blancs, alla freschezza della Cuvée Rosé e alla potenza della Cuvée Brut Nature, c'è una bottiglia di Champagne Royer Père et Fils per ogni occasione.

  • Marchesi de Frescobaldi

    Marchesi de Frescobaldi

    Nessun’altra cantina italiana può vantare la storia, il prestigio, la visione della Marchesi Frescobaldi. Una famiglia fiorentina dedita da trenta generazioni e da ben 700 anni alla produzione di grandi vini, con il costante obiettivo di essere il più prestigioso produttore toscano. Una realtà che da sempre crede nel rispetto del territorio, punta sull'eccellenza delle proprie uve, investe in comunicazione e nella professionalità delle risorse umane senza mai dimenticare il rispetto della tradizione e l’apertura alla ricerca e alla sperimentazione. Nel 1855, per primi in Toscana, piantano il cabernet sauvignon, il merlot, il pinot nero e lo chardonnay, nelle tenute di Nipozzano e di Pomino. Nel 1894 costruiscono a Pomino, località non lontana da Firenze, la prima cantina italiana capace di sfruttare la naturale gravità per il travaso dalle botti e si distinguono, nello stesso periodo, per l’introduzione del “vigneto specializzato”. Nel 1989 acquistano la tenuta di Castelgiocondo a Montalcino e nel 1995 inaugurano la Tenuta Luce della Vite a Montalcino, cui si aggiunge nel 2000 la Tenuta Conti Attems in Friuli. Ultimi luminosi progetti riguardano il controllo della Tenuta dell’Ornellaia a Bolgheri nel 2005, e nel 2011 l’inaugurazione della modernissima cantina dell’Ammiraglia in Maremma. Tutti i vini etichettati “Marchesi Frescobaldi” nascono dalla passione, dall’esperienza, dall’abilità e dall’amore per un territorio eletto, la Toscana, divenuto la culla ideale di vini di altissima qualità. Con una superficie vitata che, al momento, complessivamente sfiora i mille ettari, e con una produzione annua che si aggira intorno ai sette milioni di bottiglie, dalla zona del Chianti a quella del Pomino, da Montalcino alla Maremma, la perfetta conoscenza dell'ambiente e l’unicità dei terroir permettono di garantire una costante qualità e una spiccata personalità dei vini, tutti - nessuno escluso - eccezionali. Etichette, quelle della “Marchesi Frescobaldi”, eleganti e armoniche, equilibrate e coinvolgenti, emozionanti e uniche.

  • Massucco

    Massucco

    Da quattro generazioni la famiglia Massucco gestisce l’omonima cantina vinicola. L’azienda si occupa con impegno e passione della coltivazione dei vigneti, della lavorazione delle uve, della produzione e della commercializzazione del vino. Solo seguendo tutta la filiera la cantina vinicola Massucco può offrire un prodotto di eccellenza a tutti coloro che vogliono gustare il meglio delle Langhe. L’azienda produce vini rossi, bianchi, spumanti e cru, che si fregiano delle denominazioni DOC e DOCG.  L’azienda Massucco ha un legame strettissimo con il territorio. Langhe e Roero sono tra i luoghi più generosi al mondo per la qualità e la quantità di vini prodotti. La fortuna di questo territorio si deve al suo microclima, alla sua posizione geografica e alla ricchezza del sottosuolo. Tutti questi fattori contribuiscono a creare un’infinita varietà di sapori e profumi che rendono ogni annata unica. Le Langhe sono l’ideale per produrre vini rossi corposi, mentre il Roero è perfetto per i bianchi fruttati.

  • Mastroberardino

    Mastroberardino

    Cantina di eccezionale rilevanza, per alcuni sinonimo stesso della Campania e del suo fascino unico, quella della famiglia Mastroberardino è una realtà vitivinicola da sempre in grado di coniugare al meglio tecnica e passione, grandi numeri e qualità, innovazioni e tradizioni. Un’azienda la cui iscrizione al registro delle imprese della provincia di Avellino risale addirittura al 1878, e che da allora ha protetto e divulgato i grandi valori del territorio irpino senza mai cedere alle tendenze e alle mode del momento, e anzi, continuando sulla strada tracciata dai suoi fondatori.
    La storica sede dell’impresa si trova ad Atripalda, nella provincia avellinese, nel cuore di quelle che sono le più importanti denominazioni campane quali Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi, ma gli oltre duecento ettari vitati sono distribuiti a macchia di leopardo in alcune delle più vocate aree viticole della regione. Mastroberardino può infatti vantare la produzione, sempre eccellente, di tutte le più importanti varietà vitate della Campania, dall’aglianico al fiano e al greco, dalla falanghina al piedirosso e alla coda di volpe. Varietà in grado di regalare vini di grandissimo spessore anche a distanza di molti anni. In vigna, da tempo ormai la gestione tiene conto tutti gli aspetti più significativi per la valutazione dell’impatto ambientale e per l’attuazione di una conduzione il più possibile sostenibile, per cui tra i filari vengono impiegati prodotti assolutamente biocompatibili, e da qualche anno è stato avviato un progetto di ricerca volto a selezionare i migliori lieviti autoctoni delle uve aziendali. In cantina, altrettanto rigore e scrupolo sono riservati a ogni passaggio produttivo, dalla vinificazione sino all’imbottigliamento e all’affinamento.
    Da qui nascono i vini etichettati “Mastroberardino”, ovvero bottiglie uniche e inimitabili, dal “Radici” alla linea “Vintage”, fino ad arrivare ai Rosati e ai Passiti, passando per il Lacryma Christi del Vesuvio e per i distillati.

  • Medici Ermete

    Medici Ermete

    L' azienda Medici che da un secolo produce un Lambrusco d’eccellenza e vini di qualità. Tutto comincia con Remigio, il capostipite, che verso la fine dell’Ottocento fonda una cantina per valorizzare i vigneti di famiglia, ubicati fra la via Emilia e i primi rilievi della valle dell’Enza. Oggi l’azienda è proprietaria di 75 ettari di appezzamenti, distribuiti tra le aree a più alta vocazione vitivinicola della regione Emilia-Romagna. Arrivati alla quarta generazione, i Medici vantano una solida esperienza in vigna e in cantina. E hanno vinto l’ultima scommessa: la massima valorizzazione dei propri vini. L’idea vincente è stata il creare un legame stretto tra singoli vigneti e vini prodotti, la rigida selezione delle uve, a costo di una resa per ettaro inferiore anche del 30-40% rispetto al disciplinare delle Doc, ma con la garanzia di una qualità mai raggiunta prima.

  • Menabrea

    Menabrea

    Era il 1864 quando Giuseppe Menabrea e Antonio Zimmermann acquistano uno stabilimento, a Biella; inizia così una storia lunga 160 anni, fatta di passione, tradizione e dedizione al lavoro. Diverse sono le tipologie prodotte nello stabilimento, dalla lager alla amber, passando per la strong o per l'esclusiva versione natalizia, Menabrea rappresenta da anni un marchio tutto italiano famoso nel mondo. La lager è una birra normale, chiara, di bassa fermentazione fatta solo con le migliori materie prime, una lunga maturazione e la cristallina acqua delle Prealpi biellesi che le conferiscono un gusto pieno ed elegante. Una birra molto equilibrata che evidenzia sentori floreali e fruttati, grazie all'utilizzo dei lieviti speziati utilizzati per la sua produzione. Biellese per nascita, italiana per tradizione e mondiale per i successi.

  • Mocavero

    Mocavero

    Oggi la Cantina ha sede nelle campagne di Arnesano, immersa tra ulivi e vigneti, dove Francesco e Marco, seguendo sia tradizione che innovazione, con scrupolosità e con gusto continuano a produrre vini di alta qualità che sono ormai garanzia sia sul territorio nazionale che estero: in essi è possibile ritrovare, oltre alla bontà di preziose uve, il gusto di antichi sapori tramandati, la passione di gente umile e autentica.
    La tradizione, la passione, la qualità, la dedizione e lo spirito di abnegazione hanno permesso all'Azienda Mocavero di ricevere numerosi riconoscimenti, il primo, proprio nel 1994, alla prima esperienza del Vinitaly di Verona, dove il salice salentino doc "Puteus" 1989 ha riscosso un notevole successo.
    Oggi il 90% della produzione è destinata al mercato estero: Germania, Olanda, Lussemburgo, Inghilterra, Australia e Stati Uniti costituiscono lo "zoccolo duro" dell'export aziendale. Il restante 10% è occupato dal mercato italiano, in netta crescita soprattutto nell'ultimo anno.
    Con uno sguardo al passato e con in mente il futuro, come veri "guerrieri", Francesco e Marco sono pronti ad affrontare nuove sfide e a portare l'Azienda verso nuovi traguardi.

  • Mokavi Caffè

    Mokavi Caffè

    La selezione di materie prime pregiate, il rispetto dei canoni della lavorazione artigianale, la cura meticolosa dell’intero processo produttivo sono gli elementi cardinali a cui si ispira la realizzazione delle miscele Mokavi, in cui profumo, aroma e sapore si riuniscono in tazza per appagare i palati più raffinati. La continua crescita e formazione, che si erge sulla tradizione classica italiana e sull’esperienza di tre generazioni, si unisce allo sguardo attento verso le nuove tendenze e lo sviluppo del settore per restituire un caffè dal gusto pieno e corposo. Al consumatore non resta che sperimentare e lasciarsi avvolgere da un’esperienza sensoriale appagante, unica ed esclusiva.

  • Molino Grassi

    Molino Grassi

    Molino Grassi nasce nel 1934 come trasformatore di grano tenero destinato alla panificazione. Negli anni ’60, la famiglia dà il via alla produzione di semola installando una delle prime linee di trasformazione del grano duro nel Nord Italia. Ma è negli anni ’90 che i Grassi riescono, tra i primi, a cogliere l’importanza del biologico, aprendosi a nuovi mercati e a collaborazioni stabili con marchi internazionali. Da allora, ricerca e utilizza solo le migliori materie prime per offrire prodotti superiori, sia in termini di qualità che di valori nutrizionali. Giunto alla quarta generazione, oggi Molino Grassi è uno dei leader del biologico, oltre che un riconosciuto punto di riferimento per la sperimentazione di nuove varietà di grano e tipologie di prodotto. Un’attitudine all’innovazione che ha coinvolto anche il rapporto con il mondo agricolo, ridefinito attraverso un approccio di filiera nuovo, più collaborativo e meno competitivo. Da una storia così importante non potevano che nascere farine e semole eccellenti, capaci di trasformarsi in vere esperienze sensoriali nel segno della tradizione e del territorio.

  • Monte Rossa

    Monte Rossa

    Storica cantina della Franciacorta, nonché impresa vitivinicola dove la tradizione contadina si è fusa armoniosamente con la tecnologia, e dove la cura artigianale e l’appassionata ricerca dell'eccellenza sono gestite con impegno e mentalità imprenditoriale, Monte Rossa è un’azienda capace di raccontare l’anima più vera di questa denominazione così importante.
    Era il 1972 quando l'imprenditore Paolo Rabotti intraprese la strada della viticoltura. Una scelta ispirata e lungimirante che oggi viene portata avanti con entusiasmo e spirito innovativo dal figlio Emanuele. La storia di Monte Rossa è costellata di decisioni strategicamente vincenti: da quella di abbandonare per primi la strada dei vini fermi a quella di investire con determinazione nella tecnologia e nella ricerca. Ne risultano spumanti italiani unici per personalità e aderenza territoriale, tra i più interessanti di tutta la Franciacorta.
    Attualmente estesa su una superficie vitata che raggiunge complessivamente i settanta ettari, la cantina Monte Rossa vanta una varietà di appezzamenti e cru talmente diversi per composizione dei suoli ed esposizioni, da poter contare su un panorama ampelografico aromatico, vasto e complesso. Parte di proprietà e parte in affitto, i vigneti si distendono sulla sommità dell’omonima collina di Monte Rossa, comprendono piante che hanno un’età media di quindici anni, e sono condotti cercando di mantenerne basse le rese e alto il livello qualitativo del frutto. Grappoli eccellenti giungono in cantina, per essere lavorati esclusivamente seguendo le regole del Metodo Classico. Ne nascono vini che ormai da anni sono sinonimo di una delle espressioni più autentiche dell’intera Franciacorta.
    Dal Cabochon, sia in versione Brut che Rosé, si arriva all’Extra Brut Salvàdek, passando per il Satèn, per il Flamingo e per il Coupé dosaggio zero: quelle che in etichetta riportano il nome “Monte Rossa”, sono bottiglie caratterizzate da uno stile inconfondibile, raffinato nei profumi, elegantemente sapido e minerale nel gusto, davvero di elevatissimo livello qualitativo nel complesso.

  • Montelvini

    Montelvini

    Quello che la nostra famiglia fa da più di 130 anni è vino. Dobbiamo questa longevità alle nostre terre, al nostro senso di appartenenza ad esse e al rispetto che deriva da questa alleanza. I principi fondamentali che ci hanno sempre distinto restano intatti attraverso le generazioni. Sono i medesimi che ancora oggi guidano le scelte della nostra cantina, impegnata a mantenere la promessa di un vino, fatto secondo la tradizione, e al contempo nel riuscire a migliorarsi sempre, per riconfermare la propria eccellenza.

  • O'ndina

    O'ndina

    O’ndina produce il suo Gin con le tecniche tradizionali di distillazione: utilizza piccoli alambicchi discontinui e segue le regole dei liquoristi del Diciottesimo secolo. Tra le diverse erbe in infusione ci sono timo, salvia, maggiorana, radici di iris e soprattutto basilico fresco della Riviera Ligure: il risultato è un Gin freschissimo, perfetto per essere gustato liscio o nei drink, a partire dal Gin Tonic.

  • Oleificio Carcillo

    Oleificio Carcillo

    L' oleificio Carcillo è situato in Molise, nel mezzo della Piana di Venafro, nel comune di Pozzilli (provincia di Isernia). L'ottima qualità, l'apprezzata delicatezza e la bassa acidità del nostro olio di oliva extravergine derivano oltre che dal metodo di spremitura a freddo, anche dal breve periodo che passa tra la raccolta delle olive e la loro lavorazione. Le olive vengono sempre raccolte e lavorate in giornata, caratteristica importante al fine della qualità dell' olio extravergine di oliva. L'olio di Venafro è decantato da molti antichi e illustri scrittori in molte loro opere come il migliore olio dell'epoca in cucina e non solo... Così Catone il Censore nel De Agricoltura suggerisce di vendere le olive pendenti prendendo esempio da Venafro: "Olea pendens hac lege venire oportet. Olea pendens in fundo venafrano venibit". Marco Varrone nel De re rustica cita l'agro venafrano come il migliore per la produzione dell'olio di oliva : "Laudem habet totus Venafranus ager, unde oleum optimum".

  • OroMinerva

    OroMinerva

    OROMINERVA nasce da un'idea imprenditoriale volta alla valorizzazione dei prodotti del
    Molise, che, lontano dai grandi insediamenti urbani ed industriali, preserva paesaggi
    incontaminati ed un terreno rigoglioso, garanzia di qualità e dei sapori di una volta.
    L'amore per la terra, tramandato da padre in figlio da generazioni, unito al sapiente utilizzo di
    macchinari ad alta tecnologia, permette di ottenere un prodotto artigianale espressione del
    connubio perfetto tra tradizione ed innovazione.

  • Podere San Giacomo

    Podere San Giacomo

    Il Podere San Giacomo nasce nel 1993 per volontà e passione di Claudio Nardi e della moglie Graziella Pieri. La figlia Elena, si occupa delle vendite e da una mano ai genitori, sia in cantina che nel vigneto assieme al nonno Bruno, fondamentale presenza nella vita quotidiana dell’Azienda. Claudio, Graziella ed Elena hanno cominciato la loro avventura nel complicato e meraviglioso mondo del vino in punta di piedi, ma con grandi aspettative nella speranza di offrire sempre un prodotto di alta qualità, rimanendo su modeste quantità di produzione. Il Podere San Giacomo è situato sul versante Nord-Est di Montalcino ad un’altitudine di circa 300 metri. La piccola azienda di famiglia coltiva circa 5 ettari di vigneti iscritti interamente a brunello e altri 2 ettari di terreno a seminativo.

  • Rivetti & Lauro

    Rivetti & Lauro

    La Valtellina rappresenta una delle zone della Penisola in cui la viticoltura viene definita eroica, per via delle impervie pendenze delle montagne su cui si allineano filari terrazzati che, in molti casi, si possono raggiungere solo a piedi, o al massimo utilizzando le tipiche monorotaie meccanizzate. Tra queste alte vette è il vitigno del nebbiolo a dominare, diventando “chiavennasca” in queste terre, che al calice si esprimono attraverso vini nobili e dal valore inestimabile, preziosi nei secoli di storia e nelle tradizioni che riescono a raccontare. È in questo palcoscenico che recita la sua parte come un divo di Hollywood la cantina “Rivetti & Lauro”, azienda nata da un’idea ambiziosa e fondata per mano di Alberto Rivetti e Dino Lauro, che insieme hanno unito le forze per dare vita a un progetto vitivinicolo basato su punti fermi indiscutibili. Si parte dalle certezze storiche del territorio, che unite alle nuove tecniche agronomiche vanno sempre ad armonizzarsi con l’ambiente, con la biodiversità e con l’ecosistema, per cui in vigna ogni scelta è oculata e attenta, e quasi tutte le operazioni sono svolte manualmente, cosicché quelle che si arrivano a vendemmiare sono uve estremamente pregiate. In cantina, la filosofia adottata non è molto distante da quella applicata tra i filari, e stagione dopo stagione il processo di trasformazione dei grappoli in vino si ripete come fosse una magia, e alle vecchie leggi enologiche del luogo sono affiancate innovative tecniche produttive, che nel massimo rispetto della materia prima portano a ottenere etichette di assoluto livello.

  • Rocchetta

    Rocchetta

    Rocchetta è un'acqua oligominerale naturale ipotonica. Caratterizzata dal suo basso contenuto di Sali minerali, (residuo fisso a 180° C 181.6 mg/l), viene rapidamente assorbita a livello dell'apparato digerente e altrettanto rapidamente convogliata nel rene dove stimola la diuresi.

  • Sabatini Gin

    Sabatini Gin

    Sabatini Gin nasce dalla grande passione che unisce tutta la famiglia Sabatini e il loro amore per la propria terra, la Toscana. Desiderosi di creare assieme un gin, i Sabatini si sono rivolti a uno dei più grandi master distiller in circolazione, Charles Maxwell della Thames Distillery di Londra, con il quale hanno messo a punto il perfetto London Dry toscano, utilizzando non solo il ginepro ma anche tutta una serie di botanicals colti principalmente nella proprietà di famiglia e nelle aree limitrofe. Attraverso un processo di distillazione legato alla miglior tradizione, la risultante è un London Dry Gin pulito e dal lungo finale, capace in un solo sorso di regalarci le sensazioni più belle della campagna toscana. Non parliamo, dunque, solo di un prodotto di alta qualità, ma il Sabatini gin è anche il frutto di una perfetta combinazione di sapori, aromi, di suggestioni e storia, quella di una famiglia che lo ha concepito e realizzato con amore e competenza. E, a pensarci, il Sabatini Gin non è altro che un nuovo capitolo dell’importante legame storico e culturale che unisce la Toscana all'Inghilterra. Il gin è perfetto per ogni tipo di miscelazione, dai cocktail più articolati al semplice Gin Tonic, ma si esprime al meglio nel Martini. Un gin da avere assolutamente in bottigliera.

  • San Benedetto

    San Benedetto

    San Benedetto significa benessere sin dall’inizio della sua storia. Era il 1956 quando nacque il primo stabilimento produttivo a Scorzè (Venezia), dove si cominciarono a imbottigliare le acque delle fonti San Benedetto e Guizza. In meno di trent’anni, da piccolo produttore locale, il Gruppo San Benedetto, grazie all’acquisizione di nuove fonti e marchi, diventò dapprima una realtà presente in tutto il territorio italiano e successivamente anche oltre i confini nazionali.

     

  • San Bernardo

    San Bernardo

    La Società “Fonti S.Bernardo” nasce nel 1926 come società per azioni avente per oggetto l’imbottigliamento di acqua minerale in vetro in diversi formati con uno stabilimento a Garessio (CN) nelle Alpi Marittime. Fin dall’antichità, l’acqua minerale S.Bernardo era conosciuta come “Fonte miracolosa di S.Bernardo” dagli abitanti del luogo, i primi a beneficiare delle proprietà terapeutiche della sorgente d’acqua e ad apprezzarne la particolare leggerezza.

  • San Pellegrino

    San Pellegrino

    La tipologia di un’acqua minerale dipende dal luogo di origine della fonte, dalla natura della falda acquifera e dalla roccia attraverso la quale avviene il percorso sotterraneo. Proprio come il vino, le acque minerali naturali hanno il loro esclusivo “terroir”, termine francese che significa che ogni territorio del pianeta possiede una sua particolare ‘firma’ in capo gustativo. S.Pellegrino è un’acqua minerale naturale che nasce dalle sorgenti in Val Brembana, ai piedi delle Alpi, nell’area di San Pellegrino Terme in Provincia di Bergamo.

  • Silvio Carta

    Silvio Carta

    L'azienda Silvio Carta s.r.l. è una delle realtà produttive più importanti di tutta la Sardegna, la cui fama è nota anche oltre i confini regionali, grazie alla grande qualità dei suoi liquori e distillati. Alla guida c'è Elio, figlio del fondatore Silvio, alla costante ricerca di soluzioni innovative, ma sempre nel rispetto scrupoloso della tradizione. La distilleria Silvio Carta nasce in un'area particolarmente votata alla coltivazione di vitigni pregiati, contraddistinta da un clima ideale. Il motto che guida tutto l'operato aziendale si racchiude nella semplice espressione "armonia della natura", storico titolo di molte campagne pubblicitarie, che si traduce in alcuni punti essenziali: rispetto delle antiche ricette tradizionali, al fine di conservare i sapori ed i profumi di un tempo, e della salubrità ambientale. Non è un caso, infatti, che quella di Silvio Carta, è la prima azienda ad aver realizzato il Mirto da un'agricoltura biologica. Tuttavia la ricerca di nuovi prodotti non si è mai fermata e, al fianco della produzione tradizionale, che oltre al Mirto vede la grappa "Filu e Ferro", arrivano anche i Gin. Punta di diamante è sicuramente il Giniu, un gin dalla forte tipicità, dove il ginepro è riconoscibile, ma con note molto legate alle botaniche sarde. A fargli buona compagnia, però, ci sono altri tre prodotti: il Pigskin Gin, dalle note pungenti e speziate, il Pigskin 44, secco e potente, e il Boigin, con intensi profumi di mandarino. Tutti prodotti eccezionali per la mixology. Non solo liquori e distillati, ma quando si parla di Silvio Carta si parla anche di vino e, in particolare di Vernaccia di Oristano, forse il prodotto più rappresentativo, in grado di emozionare chi lo assaggia e di esprimere tutta la magia di questo angolo di Sardegna.

  • Spumador Sant' Antonio

    Spumador Sant' Antonio

    L'Acqua Sant'Antonio è un'acqua leggera ed equilibrata (soli 0,0004% di sodio). Attraverso gli strati rocciosi, l'acqua viene filtrata naturalmente raggiungendo un perfetto equilibrio di sali minerali che le conferisce un gusto morbido e vellutato.

  • Su'Entu

    Su'Entu

    La Cantina Su' Entu si trova a pochi chilometri dal comune di Sanluri, una città che custodisce un antichissima tradizione agricola, un luogo dove la storia non si è mai fermata a riposare. Le colline circostanti oggi, ospitano tra i pendii le vigne che fanno nascere i vini della Cantina Su'Entu. Su'Entu significa vento: vento che purifica l'aria, spazza le nuvole e riporta il sereno, vento che raccoglie i profumi e che li porta lontano. Dopo anni di duro lavoro, di tanta determinazione ed entusiasmo, la famiglia Pilloni è riuscita a coltivare un sogno e a condividerlo attraverso i propri vini.

  • Tasca Conti d’Almerita

    Tasca Conti d’Almerita

    Realtà unica nel panorama non solo siciliano, quella di Tasca d’Almerita è una cantina che può vantare una storia che affonda le radici nell’Ottocento. Sono due i luoghi che fanno parte di questo percorso così affascinante: Regaleali, splendida tenuta nell’entroterra di Palermo, e Villa Tasca, centro della vita sociale e artistica siciliana già a partire dalla metà del XVII secolo. I Conti Tasca, infatti, rappresentano da sempre la punta più avanzata di una certa cultura legata al fare. Un modo di agire che li ha portati a innovare continuamente, e a creare un polo di eccellenza enologica che brilla ancora oggi. In particolare, la storia di Tasca d’Almerita è strettamente legata alle proprie produzioni: partendo dal “Rosso del Conte”, riserva di nero d'Avola e perricone elevato in botti di castagno - vino che ha dichiarato fin dall'inizio la propria vocazione alla valorizzazione del territorio e della cultura siciliana - fino ad arrivare al “Regaleali Bianco”, primo vero interprete del più puro Made in Sicily. L’impresa Tasca d'Almerita coltiva oggi quasi seicento ettari di vigneto, valorizzandone il frutto in vini che vengono distribuiti nei cinque continenti del mondo. A ciò si aggiungono la cura e la dedizione con cui sono trattati gli ospiti di due tra i più bei resort della Sicilia, per non parlare del rigore con il quale è gestita ognuna delle cinque tenute appartenenti all’azienda. Una realtà imprenditoriale, quella di Tasca d’Almerita, che può contare su un affiatato gruppo di settanta uomini, affiancati da altre duecento persone che seguono il ritmo delle stagioni. E allora ecco nascere una gamma di etichette semplicemente eccellente nella sua totalità, che si assaggi lo Chardonnay o il “Diamante”, il “Nozze d’Oro” o il “Leone d’Almerita”, per finire con gli Spumanti e con gli autoctoni in purezza, passando dalle produzioni di Salina e Mozia. Vini che sono specchio di un’azienda capace di rappresentare davvero il cuore pulsante enologico di una delle più belle regioni della Penisola.

  • Tennent’s

    Tennent’s

    Tennent's è la lager più venduta in Scozia e il birrificio che la produce è la più antica attività
    commerciale di tutta Glasgow. Fondata nel 1870 dai fratelli Tennent, l'azienda riscontra subito
    grandi successi per la qualità dei prodotti e gli ingredienti, e in pochi anni sale alla ribalta
    diventando una vera bandiera per il paese; oggi nei pub scozzesi più di una pinta su due è
    tennent's, la più venduta nella sua terra.

  • Tenuta dell'Ornellaia

    Tenuta dell'Ornellaia

    Fu nel 1981 che il marchese Lodovico Antinori, cugino di Piero Antinori, fondò la Tenuta Ornellaia, nel cuore dell’areale di Bolgheri, a pochi chilometri dalla costa mediterranea. Con la prima vendemmia del 1985 nacque così quello che diventerà un'icona tra i SuperTuscan: l'“Ornellaia”, messo in commercio tre anni dopo, nel 1988. Con l'inaugurazione dell’azienda, l'enologo di fama mondiale, Michel Rolland, inizia a occuparsi della parte tecnica di cantina. Successivamente, negli anni ‘90 nascono le altre due etichette: "Le Volte" e "Le Serre Nuove". Agli inizi del 2000, Robert Mondavi, il grande produttore californiano, acquisisce la Tenuta, cedendone poi il 50% alla Marchesi de' Frescobaldi, che acquisterà l'altro 50% solo tre anni più tardi. La fine degli anni 2000 vede anche la nascita dell'etichetta "Poggio alle Gazze", che sarà seguito dal selezionatissimo vino da vendemmia tardiva "Ornus", ottenuto da uve di petit manseng lavorate in purezza. Una cantina mitica, quindi, alla quale va il merito di aver scritto la storia di Bolgheri. Con quasi cento ettari vitati, ai quali se ne aggiungono altri tredici in affitto, alla Tenuta Ornellaia ci si focalizza da sempre su un solo e unico obiettivo: la qualità. Tutte le decisioni, tutte le scelte, tengono conto di ogni minimo e più piccolo dettaglio, e dalla vigna all’imbottigliamento finale, non sono ammesse scorciatoie. Durante la vendemmia, vengono selezionati e raccolti solamente i grappoli più pregiati ed equilibrati, successivamente in cantina lavorati in maniera separata, in base al cru di provenienza. Poi un anno di riposo in botte, e a seguire la composizione del blend: tutto è volto a esaltare ogni più piccola sfumatura del terroir, e a valorizzare l’espressione di ogni singola annata, sempre nel rispetto della continuità di quello che può essere considerato lo “stile Ornellaia”, sinonimo di esperienza, competenza e determinazione, che al calice si traducono in complessità ed eleganza difficilmente eguagliabili.

  • Tenuta San Guido

    Tenuta San Guido

    Il nome della Tenuta San Guido è inestricabilmente legato alle origini di un celebre vino – considerato uno dei migliori vini al mondo – il Sassicaia. Dal 1968 – anno in cui è stata commercializzata la prima annata – il Sassicaia ha raggiunto a livello mondiale una fama inaspettata, crescente di anno in anno. Ma in questa tenuta da favola sono numerosi i successi ottenuti in campo enologico: la Tenuta San Guido, il cui nome deriva da San Guido della Gherardesca vissuto nel XIII secolo, è una storica cantina della zona di Bolgheri, situata lungo la costa Etrusca che va da Livorno a Grosseto, nella Maremma toscana. Estesa su una superficie complessiva di circa 2500 ettari, l’azienda può al momento contare su novanta ettari vitati, che includono 75 ettari dedicati esclusivamente alla produzione del Sassicaia, quest’ultimo nato da un’idea del Marchese Mario Incisa della Rocchetta, che voleva creare un grande vino in stile bordolese. Erano infatti gli anni ’20, quando lo stesso Marchese, ispirato da Bordeaux e dall’aristocrazia di un tempo, sognava di arrivare a produrre un vino di razza, un vero e proprio purosangue. Trasferitosi nella tenuta toscana nella seconda metà del ‘900, il Marchese Incisa della Rocchetta iniziò a fare esperimenti, piantando alcune barbatelle di varietà vitate francesi in una zona fino ad allora assolutamente ignota dal punto di vista vitivinicolo. Da quel momento, con splendida lungimiranza, il Marchese Incisa della Rocchetta riuscì a comprendere il potenziale dell’area di Bolgheri e di quei stessi terreni su cui aveva piantato le barbatelle, che presentavano delle caratteristiche uniche, nel microclima molto simili alla zona delle Graves e di Bordeaux e un terreno sassoso, una sassicaia appunto, a cui questo straordinario vino deve il nome. Oltre al celebre vino Sassicaia, la Tenuta San Guido produce anche altre due etichette: il “Guidalberto”, da uve cabernet sauvignon e merlot, e “Le Difese”, un IGT ottenuto da cabernet e sangiovese. Con una produzione che sfiora la media di 800mila bottiglie annue, alla Tenuta San Guido va riconosciuto gran parte del merito per cui il territorio di Bolgheri sta riscuotendo successo a livello internazionale. Una storia e una dimensione enologica quasi irreale, quella della Tenuta San Guido, fuori dal comune e sospesa nel tempo, quasi mitologica. Le sue antiche origini, la particolarità del microclima e del territorio ma, soprattutto, la qualità del prodotto finale hanno permesso al Sassicaia di raggiungere un primato ineguagliabile: si tratta del primo vino italiano di una specifica cantina, che ha una DOC riservata. La denominazione Bolgheri Sassicaia spetta esclusivamente alla Tenuta San Guido della famiglia Incisa della Rocchetta: il disciplinare esistente in merito, infatti, regola che la zona di produzione del Bolgheri Sassicaia DOC sia limitata al podere Sassicaia e che l’uvaggio sia costituita da un minimo dell’80% di cabernet sauvignon. Anche la commercializzazione del Sassicaia è regolamentata da un preciso disciplinare che ne consente la vendita non prima di 2 anni di invecchiamento. Su Tannico abbiamo selezionato le migliori bottiglie della Tenuta San Guido che vi permetteranno di scoprire un vino potente e raffinato, dal colore rosso granato intenso. A tavola, il Sassicaia accompagna divinamente la grande tradizione toscana di carni rosse, come una squisita tagliata di chianina, oltre a selvaggina e cacciagione.

  • Tenuta San Jacopo

    Tenuta San Jacopo

    Una storia che risale agli inizi del ‘700. Una villa settecentesca, suggestive case coloniche, una cantina, su una collina incantevole, preziosamente cesellata da viali di cipressi, pini e querce. A cavallo tra il Chianti classico e il Valdarno 130 ettari di vigneti, oliveti e boschi riacquistano il loro antico prestigio grazie alla visione e al lavoro della nostra famiglia. Quando i tre fratelli milanesi Vanni, Carlo e Marco Cattaneo acquistano nel 2002 la proprietà li guida un’idea: valorizzare l’identità del luogo e innovare con spirito imprenditoriale, per coniugare la tradizione della cultura del prodotto toscano con il pragmatismo lombardo. Il loro obiettivo è di creare “grandi” vini piacevoli al gusto, eleganti, rispettosi dei vitigni locali ma curati con moderne tecnologie; produrre olio di oliva, esaltando la grande, naturale vocazione del territorio.

  • Tenute Lunelli

    Tenute Lunelli

    La famiglia Lunelli, che dagli anni Ottanta ha legato indissolubilmente il proprio nome al Trento DOC con la cantina Ferrari, si è dedicata in seguito a un’ampia produzione sotto la visione lungimirante del gruppo Lunelli con una collezione di altre tre cantine in zone particolarmente vocate all’enologia italiana: la Tenuta Margon in Trentino, la Tenuta Pordenovo in Toscana e la Tenuta Castelbuono in Umbria.
    Villa Margon, sede di rapprensentanza del Gruppo nell’elegante complesso cinquecentesco di Ravina, dà il nome all’interessante produzione della Tenuta Margon dove lo chardonnay, vitigno principe, trova massima espressione nell’ultimo nato, il Pietragrande, erede di quella lunga esperienza maturata in tutti questi anni con tale vitigno. ll Maso Montalto, invece, racconta l’eleganza del pinot nero di montagna, l’enfant terrible in chiave trentina, che viene coltivato in un vigneto storico della famiglia, dominato da una parete rocciosa di oltre mille metri.
    La Tenuta Podernovo, altro figlio venuto alla luce per volere della famiglia Lunelli, è uno splendido poggio vitato nel comune di Terricciola, in Toscana, che gode di un microclima ideale, su terreni composti di sabbie e depositi fossili, ottimali per la coltivazione della vite. I vini di questa meravigliosa tenuta, costruita utilizzando pietre locali che l’hanno perfettamente integrata nell’ambiente naturale, sono il Teuto, lavorato per 20 mesi in botte grande, e l’Aliotto, ottenuto da un uvaggio composto per il 60% di sangiovese, e per il resto di cabernet, merlot ed altre uve locali. Toscani sì, ma con una mentalità trentina.
    Nel 2001, con Tenuta Castelbuono, è invece il turno di una terra antica e quasi mistica come l’Umbria; affascinata da questo territorio, la famiglia Lunelli ha concentrato i propri sforzi sui vigneti, tutti convertiti al biologico, e in seguito ha dato il via alla costruzione di una eccezionale cantina, realizzata nientemeno da Arnaldo Pomodoro, uno dei maggiori artisti contemporanei, fraterno amico di famiglia. La cantina il “Carapace”, nome dato dallo stesso Pomodoro, è un’opera unica, che sfida i confini tra scultura e architettura, una “cantina non cantina” che ha richiesto ben sei anni di studi e lavori, inaugurata nel 2012.

  • Tua Rita

    Tua Rita

    Quando attorno alla metà degli anni ’80 del secolo scorso - nel 1984 per l’esattezza - Virgilio e Rita acquistarono gli originari due ettari di vigneto, non avrebbero mai immaginato che da lì a poco l’azienda vitivinicola Tua Rita, situata a Suvereto in provincia di Livorno, si sarebbe un giorno estesa su una superfice vitata di 35 ettari complessivi. Vero è però che la passione irrefrenabile verso il vino, nonché l’amore incondizionato verso le proprie terre e verso le proprie vigne, hanno portato al raggiungimento di tale traguardo. Così chiamata semplicemente invertendo nome e cognome di Rita Tua, la cantina Tua Rita è da annoverare tra le prime esperienze italiane di successo sviluppate sul modello del “vin de garage”, in cui tutti i processi produttivi sono condotti totalmente a livello artigianale. Avendo ben compreso le immense potenzialità della Val di Cornia, estesa tra il Tirreno e l’appennino toscano, la filosofia aziendale è volta a ottenere la massima qualità senza alcun compromesso. Tra i filari, nel massimo rispetto della natura, della biodiversità e dell’ecosistema, si segue integralmente il regime biologico, aiutando le piante di vite a difendersi da sole garantendo, in primis, la sanità dell’ambiente e dei terreni. In cantina, passando alla fase di vinificazione, l’azienda può contare oggi su dei locali completamente rinnovati, da cui escono circa 250mila bottiglie annue, le quali sono ottenute con interventi enologici minimante invasivi e rispettosi di varietale e terroir. Vini, quelli che recano sovraimpresso il nome di “Tua Rita”, dal tratto inconfondibile, connotati aromaticamente da note ferrose e da toni gradevolmente sapidi. Dal celebre Merlot “Redigaffi” al Syrah “Per Sempre”, passando per il “Giusto di Notri”, per il “Lodano” e per il “Perlato del Bosco”, tutte Etichette che, figlie di capacità tecniche di altissimo livello, oggi rientrano tra le più quotate a livello internazionale.

  • Uliveto

    Uliveto

    L’acqua minerale naturale Uliveto sgorga dalla sorgente omonima, nei pressi di Vicopisano in provincia di Pisa. Subito imbottigliata nello stabilimento di Uliveto Terme, viene quindi distribuita in Italia e all’estero da Co.Ge.Di. International SpA di Roma. Uliveto è “Acqua della Salute” perché aiuta la digestione, combatte la stipsi ed è adatta per lo sport. Tali proprietà benefiche sono ampiamente documentate da una cospicua produzione scientifica, accumulata negli anni attraverso numerose sperimentazioni cliniche.